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La Roma, che ha ceduto proprio all'Inter il difensore rumeno Christian Chivu (per 16 milioni di euro) e ha condotto un'oculata campagna acquisti, si presenta così al via col vento in poppa e con il tradizionale fardello di debiti in via di alleggerimento. La Juventus, riemersa dal purgatorio della serie B e piena di facce nuove, ma non da Oscar dell'eccitazione mediatica (Almiron, Andrade, Iaquinta, Thiago), ondeggia dall'ottimismo della volontà alla consapevolezza di avere 'qualcosina in meno' delle storiche rivali. Il Milan-Gerovital, invece, di novità da schierare al pronti-via ha solo quella di Emerson, 32 anni (proseguendo nella sua linea 'largo ai maturi'), e l'unico problema che non avrà di certo sarà l'amalgama.
Il ritorno della Juventus nella massima serie, insieme ad altre due società dal largo seguito come Napoli e Genoa, contribuirà grandemente a far lievitare il giro d'affari della serie A. Secondo la società di ricerca Stage Up, l'incremento dei ricavi dell'insieme delle 20 compagini dovrebbe essere di oltre 270 milioni. Un balzo del 23 per cento che porterà il fatturato complessivo a sfiorare i 1.500 milioni di euro. Una somma simile a quella dei debiti che gravavano l'anno scorso sulla serie A e che non dovrebbero essere scesi di molto. In attesa che comincino le partite, l'Inter ha già messo le mani su uno scudetto. Quello delle perdite.
Il rosso sarà una costante anche per i bilanci della stagione che è appena cominciata: ma se non ci saranno sorprese da parte dei cugini rossoneri, che l'anno anno scorso ottennero un risicato utile vendendo ultrabene Andriy Schevchenko al Chelsea, il risultato netto negativo più eclatante sarà anche stavolta quello dei nerazzurri di Massimo Moratti. Il bilancio chiuso al 30 giugno scorso, fanno sapere da via Durini, sede della società campione d'Italia, sarà in linea con quello precedente. E nel 2005-2006 l'Inter aveva fatturato 210,45 milioni di euro e aveva perso 181,5 milioni di euro, cioè pari ai tre quarti delle perdite complessive delle squadre partecipanti al campionato 2005-2006, almeno secondo le elaborazioni del 'Sole 24 Ore'.
La Vecchia Signora proverà a riconquistare la leadership del fatturato, nonostante la scarsa capienza dello stadio e la tradizionale ritrosia all'abbonamento dei suoi suiveur. Torna la Juve con il suo bel forziere di tifosi (7 milioni, secondo Stage Up, nella popolazione tra i 14 e i 64 anni, seguita dal Milan con 4,8 milioni e dall'Inter con 4,3 milioni) e di ricavi: prima dell'annus horribilis trascorso tra i cadetti, che ha visto gli introiti precipitare, la Juventus aveva fatto il record di fatturato nel 2005-2006, con 252,7 milioni di euro. I bianconeri vantano pure lo sponsor più munifico: i trattori di casa Fiat, quelli col marchio New Holland, che sborsano 11 milioni per la stagione all'avvio, contro i 10 della società di scommesse Bwin, partner del Milan campione d'Europa e gli 8 milioni scarsi che la Pirelli versa all'Inter, di cui è partner da lungo tempo. Juve in cima anche alla graduatoria dei diritti televisivi: Sky, sulle cui spalle ricade il peso più grosso della spesa (in totale sgancia quest'anno 437 milioni), ne dà 75 ai bianconeri, 65 a Inter e Milan, 40 alla Roma.
Certo, non sarà la Juve a rimettere in sesto i conti del sistema pallone: il presidente Cobolli Gigli ha già annunciato che, a causa dei soldi spesi per rinforzare la squadra, l'esercizio 2007-2008 finirà sicuramente in rosso, dopo aver perso nella stagione precedente 36,5 milioni di euro, nonostante fossero usciti dall'organico pezzi pregiati e dagli stipendi d'oro come Zlatan Ibrahimovic e Patrick Vieira, finiti all'Inter, e di Lilian Thuram e Gianluca Zambrotta, approdati al Barcellona. Ma se c'è una cosa di cui tifosi delle grandi squadre non si preoccupano sono i conti: loro ai padroni delle squadre amate chiedono solo nuovi giocatori e vittorie. E poco importa, ad esempio, che all'Inter del 2005-2006 l'incidenza degli stipendi sui ricavi abbia pesato per il 70,8 per cento.
L'avventura in Borsa di Juventus, Roma e Lazio non verrà ricordata come un esempio virtuoso da tramandare ai posteri. Le due milanesi da Piazza degli Affari se ne stanno a debita distanza e le voragini di bilancio le tamponano con la consueta generosità i patron Moratti e Silvio Berlusconi, anche se le due società, per far risparmiare qualche euro ai loro mecenati, hanno dato vita in passato a stucchevoli manfrine a colpi di cessioni incrociate di giocatori che non giocano mai, al solo scopo di procurarsi le famigerate plusvalenze.
I tifosi del Milan e dell'Inter preferiscono di gran lunga che di affari, tra le due squadre, proprio non ce ne siano. Gli appassionati rossoneri da sempre mal digeriscono le dichiarazioni di Berlusconi, quando l'ex premier sostiene di essere contento che la vittoria arrida ai nerazzurri se proprio il Milan non ce la fa. Meglio conservare il ricordo di frasi che hanno lasciato una traccia indelebile nel Guinness della Sportività. Come quando, correva l'estate del 1999, il vicepresidente dell'Inter Marco Tronchetti Provera ebbe a dire al 'Corriere della Sera' che, con l'acquisto di Bobo Vieri dalla Lazio, valutato 90 miliardi di vecchie lire, l'Inter aveva oscurato lo scudetto appena vinto dal Milan.