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Cultura
giugno, 2008

Vi copriremo di cartoni

John Lasseter, boss della Pixar e il più celebre creativo di pellicole in 3D, è un vulcano di idee. A capo della Disney presenta i film dei prossimi cinque anni. Eccoli

A New York fa piuttosto freddo, ma il californiano John Lasseter, 51 anni compiuti a gennaio, non rinuncia alla tradizionale camicia hawaiana, che indossa da sempre (cambiandone solo i disegni, collegati al cartoon in uscita), per il debutto nei panni di Walt Disney del 21 secolo. L'occasione potrebbe essere definita 'storica': l'ultima volta che la Disney aveva anticipato i suoi programmi risale al 1998, giusto dieci anni fa.

Allora, il capo era Roy Disney e l'animazione tradizionale disegnata a mano era in ottima salute. A quei tempi Lasseter, in odore di genialità e boss assoluto della sua Pixar, firmava 'Bugs' Life', e la computer grafica 3D che stava introducendo nel mondo del cinema era vista come poco più che una curiosità.

A New York, Lasseter festeggia oggi gli 80 anni di Mickey Mouse e svela il programma della società da lui diretta e rilanciata grazie alla perfetta fusione tra i creativi Pixar e i maghi del cartooning Disney. Quando la Disney, all'inizio del 2006, acquisì per 7 miliardi e 400 milioni di dollari la Pixar, la lunga collaborazione cominciata nel 1991 tra l'Impero del Topo e i maghi del computer capitanati da Lasseter, prese quella svolta definitiva che vede ora il papà dei giocattoli di 'Toy Story' godersi la gloria coltivata in un'intera vita dedicata al cartooning, con il suo amico e partner Steve Jobs diventato azionista di maggioranza Disney. Quel che racconta Lasseter, direttore creativo dei Walt Disney e dei Pixar Animation Studios, oltre che supervisore delle attrazioni delle Disneyland, in realtà ha tutte le sembianze di una nuova svolta nel mondo dell'animazione cinematografica. Andiamo con ordine.

Dieci film nei prossimi cinque anni, più quattro film-tv dedicati a Tinker Bell, la fatina di 'Peter Pan', e la riedizione dei primi due 'Toy Story' nel formato stereoscopico con occhialini polarizzati: è questo il tour de force proposto da 'Mr. Animation' (così chiamano questo genio dei cartoon) da qui al 2012. Tra le voci dei protagonisti quelle di John Travolta e Miley Cyrus, Reese Witherspoon, Billy Connolly ed Emma Thompson, Anika Noni Rose e John Goodman, Sigourney Weaver e i veterani Tom Hanks e Tim Allen.

"È un momento fantastico per l'animazione alla Disney e Pixar", dice Lasseter, controllando a stento l'euforia: "Siamo emozionati all'idea di spingerci oltre i confini del 3D e della tecnologia informatica per raccontare le nostre storie. Allo stesso tempo sappiamo attingere al nostro passato per dare lustro a personaggi indimenticabili, a storie emozionanti e a mondi credibili. Walt Disney e il suo team ci hanno insegnato a coniugare nei nostri film la commedia, l'emozione profonda e l'azione più adrenalinica". Sì, perché il protagonista assoluto della computer grafica in 3D si è anche adoperato per la rinascita del cartooning tradizionale. Ha lanciato in questo programma (e ci vuole coraggio per farlo) un film come 'La Principessa e la Rana', in cui si torna all'animazione disegnata a mano. La pellicola è diretta da due registi veterani del genere, John Musker e Ron Clements, già autori di blockbuster come 'La Sirenetta', 'Aladdin' ed 'Hercules'. Il film è ambientato a New Orleans, ha per protagonista la principessa Tiana, prima eroina afroamericana di un cartoon hollywoodiano, mentre la colonna sonora è scritta da Randy Newman, impegnato a esplorare i sentieri di jazz, blues, gospel e dixieland. L'eroina del cartoon è coinvolta in una maledizione voodoo anch'essa insolita per l'animazione.

Lasseter non è nuovo a tentativi estremi. Basti pensare al primo film di questa decina: 'Wall.E' che approderà in Italia il 17 ottobre. In pratica è un film muto nella maggior parte del tempo. Il protagonista è un robottino che vaga per il nostro pianeta abbandonato da 700 anni, in una solitudine senza rimedio.

È in crisi esistenziale anche Bolt, il cane protagonista dell'omonima pellicola, che pensa di avere davvero i superpoteri che i maghi degli effetti speciali gli attribuiscono nella serie tv di cui è la star. Il suo scontro con la realtà è metafora del mondo dello show business. Nell'animazione, da 'Biancaneve' a 'Bambi', il tema della morte ha turbato i sonni di generazioni di bambini. Un tema tabù, quindi? Non per Lasseter. In 'Up' vediamo in un lungo flashback un signore anziano e giramondo perdere un figlio e la moglie. Controverso è pure 'Toy Story 3', un apologo sulla crescita e la mutazione dei rapporti affettivi. Ma il più atteso, lo ammette il padrone della Pixar, è 'King of the Elves', debutto nel cartooning di un racconto di un mostro sacro della fantascienza Philip K. Dick: morto nel 1982, e dalla cui immaginazione nasce 'Blade Runner' di Ridley Scott. n

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