La candidatura di Barack Obama non decolla. A pochi giorni dalla Convention che si svolgerà a Denver, in Colorado, dal 25 al 28 agosto, i democratici si chiedono perché il vantaggio su John McCain sia così esiguo, appena tre o quattro punti. Da mesi la percentuale di americani disposti a votare il candidato nero oscilla tra il 45 e il 48 per cento, ma non sfonda mai il soffitto del 50 per cento, come se il corpo grosso dell'elettorato alzasse una barriera di diffidenza nei suoi confronti. Per i democratici è uno stop inatteso, in una stagione in cui la fiducia verso George Bush è ai minimi storici e nei sondaggi il partito democratico batte quello repubblicano di 10-15 punti. La lunga battaglia contro Hillary ha lasciato ferite aperte nel partito e Obama non riesce a conquistare la simpatia di tutto l'elettorato clintoniano.
A Denver, all'ex First Lady sarà concesso di fare la conta dei suoi delegati e di ricordare al partito che il suo esercito elettorale è già pronto per la battaglia del 2012, caso mai Obama dovesse perdere a novembre. Pochi pensano che Obama possa essere sconfitto. In teoria Obama ha parecchi punti di forza. Sta raccogliendo il doppio dei finitamente del suo avversario. A luglio ha incassato 51 milioni di dollari contro i 27 di McCain. Inoltre il candidato nero riesce a trasformare i suoi comizi in adunate oceaniche. Ma il suo messaggio non dilaga più come accadeva alcuni mesi fa. L'hanno battezzata 'Obama Fatigue', come se l'appannamento della sua capacità di comunicazione stesse assumendo i contorni di una malattia. Spaventati dalla piega che sta prendendo la campagna, 15 fra governatori e senatori democratici hanno firmato un appello chiedendo a Obama di essere più pragmatico nei suoi messaggi e di specificare quali sono le sue ricette per cambiare l'America.
Dall'altra parte McCain avanza una proposta concreta al giorno pur di far sembrare Obama fumoso. Chiede di tagliare le tasse sulla benzina, di eliminare i dazi sull'etanolo brasiliano, di dare il via libera a nuovi pozzi petroliferi sulle coste, di cacciare la Russia dal G8... C'è da scommettere che farà della Convention repubblicana di Minneapolis-Saint Paul (1-4 settembre) un festival di proposte per far rinascere l'America.