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Cultura
ottobre, 2010

I "cartoni animati" di Chris Gilmour

Colla, cartone e tanti anni di ricerca. E' dalla combinazione di questi elementi che prendono vita biciclette, moto, chitarre, macchine da scrivere e caffettiere ma anche busti, animali e statue di santi realizzati dall'artista inglese

Vi siete mai soffermati ad osservare le linee, gli intrecci di forme e geometrie che caratterizzano gli oggetti più comuni che ogni giorno ci circondano? Chris Gilmour attraverso le sue incredibili sculture di cartone dà la possibilità a chi si accosta alla sua arte di riappropriarsi di tutte quelle peculiarità del quotidiano che spesso sfuggono e di riscoprire il rapporto che abbiamo con gli oggetti. "Attraverso i miei lavori – spiega l'artista – invito le persone ad osservare con più attenzione ciò che ci circonda. Per esempio, raramente nella vita reale quando prepariamo un caffè ci fermiamo a pensare com'è fatta davvero una moka, eppure di fronte allo stesso oggetto realizzato in cartone le persone si incuriosiscono ed iniziano a notare con stupore ogni piccolo particolare come se stessero guardando quella cosa per la prima volta. Bulloni, valvole, filtri: ogni elemento viene riscoperto e vissuto con più consapevolezza". Colla, cartone e tanti anni di ricerca. E' dalla combinazione di questi elementi che prendono vita biciclette, moto, chitarre, macchine da scrivere e caffettiere ma anche busti, animali e statue di Santi.

Un viaggio trasversale tra il sacro e il profano, tra la tecnologia e la tradizione, un'ascesa di contrasti che lascia l'osservatore momentaneamente perplesso su quale siano effettivamente i criteri con cui Gilmour sceglie i frammenti di mondo da rappresentare. Ma la risposta è più semplice e istintiva di ciò che la ragione suggerisce perché l'artista plasma e trasforma il cartone seguendo prevalentemente le emozioni del suo cuore e riportando all'attenzione del suo spettatore gli oggetti che per lui hanno un valore, con i quali ha instaurato un legame di affettività tutta personale. "Le cose di cui amiamo circondarci – afferma Gilmour – così come i vestiti che scegliamo di indossare non sono altro che proiezioni di noi stessi, una rappresentazione dell'idea che vogliamo trasmettere agli altri. Amo – continua lo scultore - il gioco dei contrasti e la sensazione che questi trasmettono a chi li vive: la contrapposizione tra il reale e l'astratto, tra il funzionale e l'inutile, tra pesante e leggero. Credo che chi si confronta con i miei pezzi in qualche modo si proietti dentro al lavoro stesso e per questo la reazione di fronte a sculture come la sedia a rotelle è quasi sempre di inquietudine e lontananza".

Ogni scultore non dimentica mai la sua prima volta e per Gilmour quel primo tassello della sua strada verso l'artista che è oggi ha la forma di una mucca. Proprio così una bella mucca di cartone. Ideata insieme ad un amico, questo animale ha portato decisamente fortuna all'inglese ed è nata come un dono simbolico alle campagne della Gran Bretagna depredate delle sue tipiche mucche da pascolo a causa della contagiosa epidemia della BSE, meglio conosciuta come malattia della mucca pazza. La scelta del cartone non è stata certo casuale. "Si tratta di un materiale familiare – spiega Gilmour – che tutti conoscono e proprio per questo in grado di comunicare in modo diretto. Inoltre è economico perché facilmente riciclabile: imballaggi di cartone vengono buttati ogni giorno per strada da gente che non sa cosa farsene. Non ultimo si tratta di un materiale libero dal peso storico e culturale che invece caratterizza i più classici marmo o bronzo". Dalle stalle alle stelle verrebbe da dire in questo caso; oggi infatti, a tanti anni da quella prima mucca, Gilmour è alle prese con la realizzazione niente poco di meno che della famosissima macchina di 007: una Aston Martin di ben sette metri riprodotta in scala 1 a 1 (come quasi tutte le opere dello scultore).Non rimane che sognare e aspettare che il cartone prenda vita!

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