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Cultura
maggio, 2010

La vacanza fa scintille

Il viaggio dell'estate? Sull'Eyjafjallajökull, il vulcano islandese che ha bloccato l'Europa: ecco come e quando andare. Ma, dall'Etna alle Canarie, anche altre mete "laviche" quest'anno sono gettonatissime

Giornali, televisioni, web, reportage fotografici. L'abbiamo visto tutti, da lontano. Ora è arrivato il momento di ammirare a distanza ravvicinata il vulcano che con la sua eruzione ha bloccato mezzo mondo. I tour operator specializzati e l'Iceland Travel Board confermano che le emissioni di lava e cenere si sono ormai ridotte, le voci che indicavano attivi altri vulcani non hanno fondamento, le strade sono di nuovo agibili e gli aeroporti di Keflavik e Reykjavik sono aperti regolarmente.

Vedere l'Eyjafjallajökull non è difficile perché si trova in un ghiacciaio a sud della Ring Road, la strada che fa il periplo dell'isola, da poco riaperta. L'itinerario dell'operatore Giver, chiamato proprio "Terra di vulcani e ghiacciai", segue appunto il percorso circolare, tra altopiani desertici, campi lavici colonizzati dal muschio e "sandur" i vulcani dormienti e attivi, proprio come Eyjafjallajökull.

Per soggiornare si possono scegliere le classiche fattorie, come il Drangshlid Country Hotel, non distante dalla lunga spiaggia nera di Vik (viaggio in libertà di 13 giorni, con volo, auto a noleggio e alberghi prenotati, da 1685 euro, tel. 010 57561. Fino a qualche mese fa, prima dell'eruzione, si poteva affrontare il trekking di nove ore che portava sulla vetta. Oggi che salire in cima non è possibile, si costeggiano le pendici, passando dalla zona della grande eruzione, tra lava e cenere, con pulmann 4x4, come nel Circuito Islanda dell'Ovest e altopiano centrale (viaggio organizzato di 8 giorni, con volo, soggiorno e accompagnatore, da 2000 euro, tel. 039 3900274, www.seiviaggi.it). Poi si punta verso le scogliere di Dyrholey, dove nidificano migliaia di uccelli marini (chiusa al pubblico durante lo svezzamento dei pulcini, fino alla fine di giugno) oppure verso Gullfoss, una delle più belle cascate islandesi. Non distante da qui anche l'area dei geyser, con la sua attrazione principale, lo Strokkur, che soffia in aria acqua bollente e vapore ogni pochi minuti.

Dalle Hawaii alle Canarie
Oltre all'Islanda ci sono in tutto il mondo altre mete per chi ama sentire l'energia del vulcano. Tra queste spicca l'isola Hawaii, dove si trova l'Hawaii Volcanoes National Park. Per il suo habitat è considerata Patrimonio Unesco e Riserva della Biosfera. Custodisce il Kilauea, uno dei vulcani più attivi al mondo, come testimoniano le fumate di vapore, l'odore sulfureo, il paesaggio aspro e roccioso. I trekking si snodano lungo la Crater Rim Drive, la strada panoramica che costeggia l'orlo del cratere, dalla quale si riesce a vedere la bocca incandescente.

Nel parco si possono montare le tende e campeggiare liberamente, oppure si può scegliere uno dei grandi resort sul mare come l'Outrigger Royal Sea Cliff (pacchetti volo e hotel con quote da 2300 euro, sono proposti da www.kuoni.it e www.alidays.it.

Terra di fuoco è anche il Costa Rica, con la sua Cordigliera Vulcanica central, catena montuosa formata da diversi vulcani, alcuni ancora attivi. La spedizione Costa Rica, il giardino d'America, organizzata dal Tucano, porta in cima al Poás, un cono di granito intorno al quale si addensa la pioggia polverizzata e sottile, e ai piedi dell'Arenal che con i suoi 1633 metri è il quarto vulcano per altezza del Paese (8 giorni, con volo e circuito da 2150 euro, tel. 011 5617061).

Per una meta più vicina all'Italia ci sono i parchi nazionali delle Canarie. Sull'isola di Las Palmas c'è la Caldera de Taburiente, un enorme cratere con un rifugio e anche uno spiazzo in cui montare le tende, per ammirare la silhouette della montagna sotto il cielo stellato. A Tenerife, nel Parco Nazionale, svetta il picco del Teide, di 3718 metri. Si può scalare solo fino a quota 3550 metri perché la cima si raggiunge solo con un permesso speciale rilasciato dalle autorità locali (il viaggio si organizza sul sito del Turismo Spagnolo).

Vulcani di casa nostra

La primavera è la stagione migliore anche per raggiungere la Sicilia e affrontare l'Etna, il vulcano attivo più alto del continente europeo, che già nell'antichità era identificato come la fucina del dio del fuoco Efesto. Per visitarlo, si sale da Catania o dall'autostrada Messina-Catania verso i paesi etnei, in cui si possono organizzare escursioni da soli o in gruppo, con le guide dei Centri Visita del Parco.

Le più facili si effettuano alle quote più basse, come quella al Monte Nero degli Zappini, il primo sentiero-natura realizzato nell'area protetta, che offre una visione dei paesaggi più interessanti. I camminatori più allenati possono invece affrontare l'ascesa al Monte Zoccolaro. La fatica viene ricompensata dal paesaggio che si apre sulla Valle del Bove, un anfiteatro naturale, teatro di molte eruzioni, che racconta la complessa storia geologica del vulcano. Con piccozza e ramponi, invece, ci s'inerpica verso la Rocca della Valle, a 2738 metri, e l'Osservatorio vulcanologico, che d'inverno, sotto la coltre bianca, diventa una delle mete più amate dagli sci alpinisti (indicazioni su soggiorno e itinerari anche su : www.parks.it/parco.etna).

L'altro gigante italiano, il Vesuvio, ha un'anima contemporanea grazie al Creator Vesevo, una mostra permanente di dieci scultori europei, scelti dal direttore artistico Jean-Noël Schifano, che hanno realizzato in pietra lavica opere in formato gigante.

Proseguendo si può raggiungere l'Osservatorio Vesuviano, fondato nel 1841 a 600 metri di quota. È la più antica struttura al mondo per l'osservazione scientifica dei vulcani, con un museo a tema. Da qui, con scarponcini e macchina fotografica, si possono scegliere nove sentieri diversi, come il Fiume di Lava, una passeggiata di un'ora in fila indiana, tra il bosco e la macchia mediterranea, o quella più spettacolare del Gran Cono, che porta proprio sulla bocca del vulcano (www.parconazionaledelvesuvio.it). Si può dormire al Casa Country Villa Pompei, un b&b ricercato a due passi dagli scavi, con colazione preparata con sfizi partenopei (doppia da 60 euro, tel. 081 5369869).

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