Via Gheddafi, Ben Alì, Mubarak: tutta la prima fila degli amici internazionali di Silvio Berlusconi è stata spazzata via dai giovani in rivolta. Non sarà facile sostituirli. Se c'è qualcosa che al mondo non manca, sono i dittatori con pochi scrupoli; ma quelli con così pochi scrupoli da diventare partner del nostro premier si contano sulle dita di una mano. Ecco i leader mondiali che, da semplici alleati, verranno presto promossi dal Cavaliere a «veri amici».
KWASA LXXVIII
Re del Mambaziland, sta guidando il suo popolo nella delicata transizione dalla monarchia assoluta al dispotismo megalomane. Il Paese sarebbe ricco di materie prime, ma da anni il ferro, l'oro e i diamanti estratti con fatica dai mambazilandesi vengono interamente requisiti per la costruzione di una gigantesca limousine per l'harem di Kwasa. A innescare il feeling con Berlusconi, la lettura casuale di un articolo del «Giornale» intitolato «Il Cavaliere si è mangiato i suoi avversari», ma quel che più unisce Kwasa al nostro premier è la passione per le belle donne: nella sua prima visita in Mambaziland Berlusconi ha potuto assistere alla Danza delle Orchidee, rito ancestrale in cui le vergini danzano nude davanti al re, che sceglie la più bella come sposa e la più incompetente come Ministro per l'Istruzione. Inoltre Kwasa ha autorizzato il presidente del Consiglio ad attribuirgli tutte le nipoti che vuole: con più di seimila fra mogli e concubine, statisticamente è probabile che ci prenda. «Un grande sovrano che mi deve eterna riconoscenza», ha riferito Berlusconi al suo ritorno: «Gli ho spiegato finalmente cosa significano quelle lettere dopo il suo nome».
SGOZZIK TAMERLANOV
Autocrate dello staterello caucasico dell'Egoistan (capitale Masakranda) unisce lo spirito filantropico di un capo mongolo all'apertura mentale di un quadro locale del Pcus, carica che rivestiva fino all'agosto 1991, quando scoprì un giacimento di petrolio sotto la sede del partito. Da allora si è autonominato Gran Khan dell'Orda di Greggio, erede della mitica Orda d'Oro. Ma sarebbe ingiusto accusare Tamerlanov di usare il petrolio per ricattare l'Occidente: allo scopo sono più efficaci le bombe nucleari ereditate dall'Urss. Il premier ha già incontrato Tamerlanov, con cui ha siglato un vantaggioso trattato: dall'Egoistan partirà un oleodotto per l'Italia e da Modena un acetodotto verso l'Egoistan. «Il miglior accordo mai firmato nel parcheggio di un autogrill», ha commentato Berlusconi, incurante del fatto che il paese asiatico è stato recentemente espulso per indegnità dalla lista degli stati-canaglia e inserito nella lista degli stati-figlidimignotta. Infondate secondo il Cavaliere anche le voci secondo cui Tamerlanov avrebbe inviato a Mosca le donne-kamikaze responsabili degli ultimi gravissimi attentati: «Erano un regalo per il nostro amico Vladimir,» spiega «so per esperienza che apprezza le pupe esplosive».
DOKTOR VON SCHUTZ-STAFFELN
Più noto col diminutivo Von SS, l'anziano medico tedesco è il leader di Adolfa, un'isoletta caraibica da lui acquistata nel 1945 a poche miglia da Antigua (si tratta in realtà della ex isola Barbuda, da lui accuratamente rasata, a parte un paio di inconfodibili baffetti a spazzolino). Qui, grazie ad alcune misteriose provette portate dalla Germania, fondò la discussa Mein Fuehrer Samenbank, la prima banca del seme offshore per chi desidera figli con le sembianze di Hess o di Goering; ma pare che per ora gli unici risultati ottenuti siano dei piccoli sosia di Calderoli e di Boso. Diventato suo vicino di isola, Berlusconi volle incontrare Von SS per chiedergli dove aveva comprato quei cactus a forma di svastica, e se ne avevano anche a forma di scudetto del Milan. Nonostante le trattative in corso per commercializzare in Italia bizzarri paralumi d'antiquariato realizzati in Polonia, il feeling fra il Cavaliere e il dottore non è idilliaco: «Non sopporto che a poche miglia dal mio buen retiro ci sia il covo di un fanatico paranoico dal passato imbarazzante», avrebbe confidato Von SS agli intimi.
STALI' BEN OMAL
Traballante emiro del Golfo Persico, ha stretto una volta per puro caso la mano a Berlusconi nel 1997, nella sala d'aspetto di un aeroporto e ora, essendo terribilmente superstizioso, vive nel terrore di fare la stessa fine di Gheddafi, Mubarak e Ben Alì. Per scongiurare la sorte, ha chiesto un esorcismo purificatore agli imam del suo Paese, ma questi, appreso che Ben Omal era stato toccato da quello jettatore del nostro presidente, l'hanno cacciato via da tutte le moschee per timore del contagio. Vano anche il precipitoso pellegrinaggio dell'emiro alla Mecca per purificare l'arto contaminato: Ben Omal aveva appena toccato la porta della città sacra quando si è verificato uno scontro fra carovane di pellegrini, la Kaaba è stata invasa dalle cavallette e il Sommo Mullah si è rotto una gamba cadendo dalle scale. Evitato come un lebbroso da tutti i leader del mondo arabo, il povero Ben Omal sta pensando seriamente di tagliarsi la mano destra, col rischio di passare per ladro in tutto l'Islam.
L'INFALLIBILE OZUNAMAS
Gran Vicario del Serpente Strabico, antica divinità precolombiana, Ozunamas governa l'ultima teocrazia del Sudamerica, la Ciudad de Vaticamba, un minuscolo stato andino caratterizzato da istituzioni primitive: le donne non hanno diritti politici, sono proibiti aborto, divorzio e contraccezione, non sono ammesse altre religioni e i gay sono fuorilegge. Difficile capire perché il Vaticano sia ammesso all'Onu e il Vaticamba no, anche se pare siano i sacrifici umani a fare la differenza. Di recente l'Infallibile si è rivolto al governo italiano annunciando che, secondo attendibili fonti storiche, l'aiutocuoco sul galeone di Pizarro era di Savona; pertanto anche l'Italia va ritenuta corresponsabile delle atrocità dei Conquistadores e deve versare un ingente risarcimento al Vaticamba – una truffa spudorata cui nessun premier sano di mente abboccherebbe. «L'Italia farà il suo dovere,» ha subito risposto Berlusconi, stanziando un miliardo di euro. Il presidente è certo che il Vaticamba è il partner giusto per rilanciare l'economia italiana: «Ozunamas mi ha promesso uno stock di Potentissimi Talismani del Serpente Strabico. Quando arriverà l'apocalisse del 2012, i nostri imprenditori saranno gli unici a salvarsi, e rimarranno padroni del mercato!»