Centonovantadue fortunati potranno tornare a visitare gli affreschi preistorici conservati nel Nord della Spagna, partecipando a uno studio sulla loro conservazione. Ogni settimana, fino ad agosto, gruppi di cinque persone alla volta avranno il privilegio di avvicinarsi di persona ai dipinti arrivati a noi dal 35mila avanti Cristo

È definita "l'apogeo dell'arte paleolitica": decine di figure dipinte fra il 35mila e l'11mila avanti cristo, a colori, arrivate a noi perfettamente conservate. E riprodotte oggi su milioni di libri. Sono le meravigliose pitture ruprestri della grotta di Altamira, chiusa al pubblico dal 2002 per problemi di conservazione. Che oggi riapre i battenti per uno studio che ha l'obiettivo di verificare l'impatto della presenza umana sugli affreschi.

A partire da domani inizierà infatti un periodo di visite "sperimentali": cinque persone alla volta, ogni giovedì, potranno accedere alla grotta (larga 270 metri quadri) e rimanervi per 37 minuti. La sperimentazione andrà avanti fino ad agosto, quando verranno verificate le condizioni delle pitture e valutata la possibilità di riaprire al pubblico la grotta chiusa nel 2002 proprio per i potenziali danni che la presenza di turisti portava ai colori degli animali rupestri.

«L'obiettivo delle visite», scrive il ministero della Cultura: «È analizzare l'impatto che la presenza umana può avere sulla conservazione di questo patrimonio Unesco». Durante la permanenza per questo verrà controllata la temperatura dell'aria, l'umidità, la contaminazione microbiologica, le infiltrazioni d'acqua, il radon e il Co2.

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Per essere fra le 192 persone che da qui ad agosto riusciranno ad entrare nella grotta scoperta nel 1868 non ci si può prenotare: i fortunati saranno sorteggiati casualmente fra i visitatori presenti al museo preistorico di Altamira la mattina stessa.

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