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Attualità
giugno, 2014

Idea, una moneta virtuale per i fallimenti

I tecnici del ministero di Giustizia stanno perfezionando il varo di una moneta spendibile utilizzabile da imprese e cittadini, con crediti paralizzati nelle procedure concorsuali dei fallimenti

Più che una risorsa, il processo civile è un freno allo sviluppo e agli investimenti. Capovolgere questa convinzione diffusa rientra nei piani del ministro Orlando. La Giustizia deve agevolare la crescita economica, va ripetendo ai suoi.

Per questo lo staff di via Arenula sta lavorando a uno strumento che porterebbe un po’ di respiro ai lavoratori e alle aziende sopravvissute alla crisi. In questi giorni i tecnici che stanno perfezionando il varo della “Common”(Competition Money), una moneta spendibile che potrà essere utilizzata da imprese e cittadini, con crediti paralizzati nelle procedure concorsuali dei fallimenti. «Un progetto ambizioso per ricreare ricchezza laddove si perdeva soltanto», spiega a “l’Espresso” il ministro Andrea Orlando.

Secondo alcuni studi ci sono 78 miliardi di beni, mobili e immobili, bloccati nelle procedure ?di insolvenza. Una voragine enorme che ha provocato la perdita di produttività del sistema imprenditoriale e crisi di liquidità. «È come se si fosse creata una mano morta che rende improduttivi i cespiti sia patrimoniali che aziendali e finanziari» prosegue il Guardasigilli, ?che aggiunge: «Stiamo pensando a un mercato elettronico nazionale dove convogliare ?i beni invenduti e dove, allo stesso tempo, i creditori in attesa di liquidazione possano vedere ?il loro crediti trasformati in una moneta, che potranno utilizzare in tutti le aste disertate».

Spesso le imprese che devono incassare quanto gli spetta attendono per anni, incastrate nell’ingorgo delle procedure fallimentari. Il tempo passa e i macchinari messi all’incanto si deteriorano. Ecco la soluzione: le stesse aziende potranno acquistare i beni invenduti nelle aste andate deserte, rivolgendosi al mercato unico creato dagli esperti del ministero. Con un doppio beneficio: attesa ridotta al minimo e aggiornamenti tecnologici pagati con i propri crediti, altrimenti immobilizzati dalla burocrazia.

Lo strumento varrà anche per i cittadini. Un insegnante, per esempio, che non è riuscito a pagare la tassa sulla casa e quindi ha contratto un debito con il Comune potrà svolgere lezioni gratuite per l’Ente finché non lo avrà estinto. Oppure pensiamo ai sindaci che devono accogliere un gruppo di sfollati e che vantano crediti con società immobiliari fallite. Anche loro potranno giocarsi la carta “Common”.

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