Pubblicità
Cultura
aprile, 2018

Salvate il soldato Sgarbi, impiegato del litigio da copione

Il povero critico d'arte cerca la rissa su ogni canale a disposizione, praticamente tutti i giorni. Un turpiloquio colorito, una vita televisiva a dir poco faticosa 

Come nell’antica barzelletta del polpo costretto a essere sbattuto davanti al cliente per dimostrare la sua freschezza ?e ogni volta poi ributtato nell’acquario del ristorante, così gli studi televisivi, per carenza e cronica pigrizia d’autore, utilizzano il povero Vittorio Sgarbi per tentare l’ardua impresa di riaccendere l’interesse sopito. Di volta in volta il professore viene estratto gocciolante dalle alghe, buttato in pasto alle telecamere e obbligato a esibirsi nel consueto siparietto di insulti, senza pietà, né considerazione per quelle corde vocali provate dal logorio della televisione moderna.

Il critico d’arte, un curriculum degno di nota, un’intelligenza da molti comprovata e un’abilità da attore consumato, si scalda roteando un po’ ?gli occhi e sputando qua e là e poi va in scena, ogni santo giorno, come un impiegato diligente. Pescando a caso ?nel cassetto degli improperi, dà in escandescenze a comando e si espone ai rimbrotti bonari del padrone di casa di turno, da Formigli alla Berlinguer, dagli ultimi fuochi di Del Debbio a Giletti, da Porro a Barbara D’Urso, pronti a far scattare la trappoletta di risulta formato Auditel. Manca solo il meteo, ma è questione di attimi.

Così tra vocine acute e finte facce seriose il nostro viene accudito come un panda marrone, fatto scattare come una molla alla bisogna e riposto nella scatolina a fine puntata.

Vittorio Sgarbi ormai è esausto eppure ?a testa bassa e con l’auricolare ben inserito nell’orecchio è sempre disponibile, accondiscendente, accetta lo scontro imposto dalla scaletta di turno e spera solo che il teatrino telecomandato finisca il prima possibile.

Il copione è sempre quello. A domanda non gradita, Sgarbi comincia a spruzzare improperi come una fontanella di paese, la reazione è male accetta, il conduttore giornalista si tinge di rossore pudico, Sgarbi alza il tono, spesso uno qualunque a caso lascia lo studio, il giorno successivo il video passa in Rete, Blob lo ripropone e le redazioni di un altro programma cominciano le telefonate per invitarlo su un altro tema. Così all’infinito. Sino a che, Fornero permettendo, non si deciderà di mandarlo in pensione, lasciargli asciugare la saliva e metterlo finalmente a riposo. Povero polpo, ?povero Sgarbi.

****************

HO VISTO COSE BELLE
Tra le tante gradevoli sorprese di questa nuova Rai Tre in piena rinascita c’è anche “Brunori Sa”, un piccolo programma con un grande personaggio. Il cantautore è ironico, elegante, surreale il giusto, ha un accento irresistibile e un’educazione mentale che sarebbe bello diventasse contagiosa in questi tempi bui.
Schermata-2018-04-12-alle-16-31-32-png


HO VISTO COSE BRUTTE
“Da qui a un anno” è il programmone lacrimoso e buono di Real Time che senza muovere un dito si prende tutto il merito di persone che riescono con le loro forze a cambiare vita. La giratempo di Serena Rossi che passeggia in studio facendo scorrere 12 mesi, funziona solo la prima volta. Le altre mille stucca.
serena-rossi-JPG

L'edicola

La pace al ribasso può segnare la fine dell'Europa

Esclusa dai negoziati, per contare deve essere davvero un’Unione di Stati con una sola voce

Pubblicità