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Cultura
maggio, 2018

Se Genova diventa la Barcellona d'Italia

Affreschi barocchi e pesci esotici. Musicisti di strada e teatranti di tutto il mondo. Il capoluogo ligure guarda a un futuro da città culturale. E per il weekend dei Rolli Days apre le porte di tutti i più bei palazzi dell'aristocrazia

Passo dopo passo, anno dopo anno, Genova si sta costruendo una nuova identità: da porto di mare e polo industriale, sta cercando di trasformarsi in una calamita per turisti. Ci lavora da anni: almeno dal 1992, quando la città di Cristoforo Colombo ha festeggiato i 500 anni dalla scoperta dell’America inaugurando l’Acquario e rilanciando il Porto Vecchio con un grande progetto firmato Renzo Piano. E ogni anno il lavoro sul turismo è scandito, in maggio e in ottobre, dai due appuntamenti con i Rolli Days: due giorni in cui vengono aperti gratuitamente al pubblico tutti i palazzi più sfarzosi degli anni d’oro della Repubblica marinara.

Questa volta l’appuntamento è doppio: perché l’apertura dei palazzi che ospitavano le delegazioni straniere in visita al Doge di Genova coincide con l’iniziativa nazionale della Notte dei Musei. E per questo ai 34 scrigni di affreschi barocchi e altri tesori si aggiungerà l’apertura straordinaria dei musei, con l’orario di visita fino a mezzanotte. Due gli itinerari tematici per le visite dei Rolli: Genova e il mare, con l’apertura del palazzo del duca Raffaele De Ferrari, che nel 1985 finanziò l’ampliamento del porto, e un focus sulle tre strade dell’aristocrazia, via Garibaldi, via Balbi e via Cairoli.

Il modello per Genova è la Torino post-Fiat: una città che si è risvegliata dall’incubo del disimpegno dell’azienda madre grazie a un turismo che spazia dalla cultura del Museo Egizio al disimpegno di quello della Juventus. Il sogno proibito è Barcellona: che a forza di spiagge, movida, Picasso e Gaudì è diventata un must del “grand tour europeo” dei giovani di tutto il mondo.

Di punti di forza Genova ne ha tanti. È la città di Colombo ma anche di Marco Polo, che in una cella di palazzo San Giorgio compose il suo “Milione”. È la città del "Simon Boccanegra" di Giuseppe Verdi ma anche di Fabrizio De André e di una scuola di cantautori ancora evidente nella qualità dei musicisti di strada. È la città dell'emigrazione italiana raccontata dal Galata Museo del Mare - anche la famiglia di Papa Bergoglio si imbarcò da qui - e del festival Suq, kermesse che celebra la civiltà "meticcia" mixando forme teatrali, popoli e culture, e che con l’edizione che apre il 15 giugno festeggia i vent’anni. Ma è anche la città del pi greco, che per una coincidenza che affascina i matematici ha la stessa forma del Porto Vecchio.

Una metropoli stratificata che anche i suoi difetti rendono unica al mondo. Come accade nel famoso museo di sculture romane della Centrale Montemartini, dove le sculture antiche spiccano grazie al contrasto con i generatori elettrici in ghisa, anche per le strade di Genova un palazzo medievale o la spiaggia di Boccadasse colpiscono di più perché li incontri a una svolta tra stabilimenti industriali abbandonati o all’ombra incombente della sopraelevata.

Il lavoro è duro, ma i risultati si vedono. I visitatori aumentano - nel 2017 sono stati il 5 per cento i più rispetto all’anno precedente. E gli stranieri crescono più degli italiani. Anche la durata dei soggiorno si allunga: Genova non è più una meta condannata al “mordi e fuggi” dalla facilità quasi eccessiva di raggiungerla in autostrada o in treno. Un problema degli anni scorsi per la città: che attirava migliaia di visitare l’acquario o una delle tante mostre e iniziative culturali di Palazzo Ducale, ma non riusciva a trattenerli per un weekend.

C’è tanto lavoro da fare. Il segreto del successo è coinvolgere i giovani, e Genova fa di tutto per scrollarsi di dosso l'immagine di capoluogo della regione più amata dai pensionati del Nord. Non per niente la “diretta” dei Rolly Days è affidata a due youtuber e ad altri blogger. E tutti gli studenti della città, dalle scuole superiori alle università, saranno coinvolti come accompagnatori nei palazzi aperti al pubblico.

Manca il colpo di fortuna. Il serial televisivo, il Montalbano genovese, il mito social che improvvisamente porti la città sulla cresta dell’onda turistica. E che spalmi su tutti i weekend dell'anno la folla che si accalca sulle strade dei Rolli Days (se volete evitare qualche coda è bene prenotare le visite guidate qui).

Per questo a Genova bisogna andarci adesso. Quando - durante la settimana - può ancora capitare di rimanere in t?te-à-t?te con l"Ecce homo" di Antonello da Messina alla Galleria di Palazzo Spinola o con i cinquecenteschi Teli della Passione dipinti in bianco su stoffa di "blue jeans", in mostra al Museo Diocesano. Capolavori che da soli valgono un viaggio.

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