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Diletta Leotta, la bellissima a cui non è concesso sbagliare

In una tv fondata sul pressappochismo c'è solo un ambito dove è vietato fare inciampi: il tempio maschile del calcio

Giusto per mettere le cose in chiaro: Diletta Leotta è una splendida donna. Ha la faccia, il sorriso, i capelli, le tette, tutto al posto giusto, e l’insieme, come si diceva un tempo, è un gran bel vedere. Diletta Leotta è talmente una splendida donna che cercando il suo nome su Google vengono fuori le sue forme in 3D anche nella ricerca testuale. E lei, se Dio vuole, ne va fiera. Si mostra e dimostra con libera gioia e generosità. E non c’è un motivo al mondo per cui non dovrebbe.

Ma Diletta Leotta, Miss muretto laureata, che ha scrutato le previsioni meteo, cercato moglie ai contadini, subito l’umiliazione di veder pubblicati i suoi scatti più intimi e presentato scale reali, dopo un giro di valzer si è buttata nel mondo del pallone. Commettendo così il più imperdonabile degli errori. Perché, parafrasando il Fight Club, la prima regola se sei così avvenente è non parlare mai di calcio. O meglio, puoi parlarne nonostante tu abbia un fisico da urlo ma solo se sei impeccabile, se non cadi mai, non commetti gaffe, sei precisa, sciolta e incredibilmente sul pezzo. Altrimenti si grida alla lesa maestà.

Da anni la roccaforte maschile per eccellenza si sta sgretolando di fronte a una valanga di professionismo femminile, in studio e a bordo campo la presenza di signore più che competenti ha fatto breccia e dallo sgabello di Alba Parietti in poi sentire una voce di donna che commenta rigori e fuori gioco non fa più notizia. Eppure sempre di calcio si tratta. E in una tv fondata sul pressappochismo, dove in genere la celebrità bacia a caso fronti rigorosamente incapaci, quel settore sembra ancestralmente avvolto da uno schermo protettivo, che si buca solo con un costume da super eroe, possibilmente non troppo attillato altrimenti te la sei cercata.

Per controbattere giorno dopo giorno a chi con leggerezza esterna perle come «Una donna, ma diciamola femmina, che parla di calcio, mi rivolta lo stomaco» (Giancarlo Dotto) bisogna armarsi a dovere, senza sbavature. E se la bellezza non aiuta, Diletta Leotta, conduttrice di punta di Dazn sembra incarnare esattamente quel rischio a portata di mano, lei, bionda e solare, bionda e sgargiante, bionda e vistosa, che a volte si azzarda a parlare di calcio con inciampi casuali, sbagliando un nome, un riconoscimento, una canzone. Apriti cielo. Errore fatale, pericolo comune.

Sarà per questo che sono spesso le donne stesse a prendersela con quel suo corpo immaginifico, vero o rifatto che sia poco importa. Perché se i maschi la incoronano queen Diletta, intonano cori dalle curve anche senza ascoltare quello che dice, il timore incombente di dover tornare indietro e partire dal via come a Monopoli è giusto un soffio sopra la traversa. E siamo solo nel 2019, quasi 2020. Frittole è ancora da queste parti.

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