Una bicicletta gialla, un muro arancione, una bandiera tricolore e una scritta piena di fiducia: "Forza. Andrà tutto bene". È un augurio sincero per il "Ventuno" la copertina del nuovo Espresso, in edicola da domenica 27 dicembre. Un numero che si apre con la ricostruzione, firmata da Elena Testi, delle prime fasi della pandemia: che sembrano così lontane ma risalgono a undici mesi fa. Mentre Marco Damilano dedica il suo editoriale alle traversìe di un governo ormai agli sgoccioli, con Conte assediato non solo in Parlamento ma anche nei confronti dell'Europa e verso i "nuovi" Stati Uniti di Joe Biden.
Francesca Mannocchi, con le immagini di Alessio Romenzi, firma un nuovo capitolo della tragedia dei migranti: questa volta arriva dalla Bosnia, la disumana tratta balcanica del sogno europeo dei disperati d'Asia e d'Africa. Gloria Riva invece racconta le storie, i progetti, le prospettive di tanti giovani "expat" che con l'anno nuovo potrebbero riuscire a tornare in Italia. E Fabrizio Rondolino festeggia i cent'anni dalla nascita del Partito comunista italiano mostrando a Susanna Turco la sua collezione di cimeli.
L'Espresso nel primo numero del nuovo anno dedica uno speciale al potere delle donne. Gaia Manzini fa il punto sulle migliori autrici italiane di graphic novel, Giuseppe Catozzella racconta le indomabili madri etiopi rinchiuse in carceri disumane insieme ai loro bambini, Linda Dorigo entra in un laboratorio di pelletteria nato per aiutare le vittime di aggressioni a rifarsi una vita, Roberto Brunelli firma un ritratto della iconica leader neozelandese Jacinda Ardern, Valentina Chindamo spiega le richieste del movimento femminista "Il giusto mezzo" e Andrea Maggiore racconta sua madre: Gianna Radiconcini, partigiana, europeista e anticonformista in un'Italia bigotta e patriarcale. Una stroncatura impietosa delle donne di potere la firma una voce sorprendente: Leonardo Sciascia, intervistato da una giovanissima Franca Leosini nel 1974, analizza senza peli sulla lingua i danni causati alla Sicilia dal matriarcato.
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Altan fa uno sberleffo ai bilanci di fine anno, Michele Serra svela il segreto per fare un mega-cenone di Natale rispettando il dpcm, Michela Murgia invita a meditare sulle parole della settimana: "persone di potere".
E L'Espresso chiude con un bilancio, curato da Sabina Minardi, delle cose che abbiamo perso nell'anno che finisce e che ci auguriamo di ritrovare nel 2021: dal teatro (di Francesca De Sanctis) all'effimero (di Matteo Nucci), dai cinema (di Fabio Ferzetti) al nuovo film di Wes Anderson (di Paolo Di Paolo), dai quarant'anni dall'esordio folgorante di Pier Vittorio Tondelli (di Giuseppe Culicchia) alla collezione dei marmi Torlonia, appena scoperti dal pubblico e subito chiusi per la pandemia (di Marisa Ranieri Panetta).
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