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Cultura
aprile, 2020

Roma

La poesia di Manuel Vilas

Con l’epidemia che governa l’Italia
Roma si è svuotata dei turisti.

Sei rimasta senza nessuno, Roma.

Passeggio per Campo dei Fiori,
per Piazza della Quercia, per via Pettinari,
e non ci sono uomini, nè donne, nè gatti,
tutti sono andati via.

Ti sto vedendo come ti videro gli antichi.

Come fosti nel mille e trecento.

Come se ritornasse il Medioevo.

Come ti vide Stendhal,
Come ti videro i viaggiatori del diciannovesimo secolo.

Adesso sei sola come me.

Cos’altro potresti volere, Roma.

Mai e poi mai sarai
sola, sola come me.

Questo potere è solo mio.

Tuoi l’arte, Dio, gli angeli,
la bellezza, la spada,
il mistero della storia.


Mia la solitudine suprema.

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