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Inchieste
settembre, 2020

Il «sistema Becciu» sempre più a nudo: ecco come finanziava lobby e reti di potere

La società del fratello Mario, la Angels's, non produce da sé la birra Pollicina e risulta «inattiva». Il ruolo di Mosquito, l'affare Falcon Oil, il Fondo Centurion e i finanziamenti ai russi. E adesso il cardinale Pell arriva in Vaticano

In queste ore, dopo le dimissioni del cardinale Angelo Becciu, abbiamo assistito all’evoluzione di una strategia difensiva consolidata, che affonda le radici nell’atavico ed italianissimo «tengo famiglia» prodotto del familismo amorale che attanaglia da sempre la cosa pubblica, anche quando dovrebbe essere oltre che pubblica anche sacra. Ogni formula di addebito descritto dalla nostra inchiesta, che ha portato alla rinuncia del cardinale a carica e privilegio, viene infatti giustificato ora con la carità (i 700 mila euro girati dal cardinale alla cooperativa di un fratello), ora con la naturale inclinazione ad usufruire di un (altro) fratello falegname per cambiare infissi e arredi, e ancora con la possibilità di autonomia imprenditoriale di un (terzo) fratello, docente di psicologia, nel ramo della distillazione della birra. Proprio su quest’ultimo, con l'asserito argomento dell'assenza di irregolarità, si sono concentrate le attenzioni: Mario, titolare dell’impresa “Angel’s srl” che tra le altre cose avrebbe ricevuto un ingente finanziamento di un milione e mezzo di euro, di cui saldati circa la metà, per il progetto di inclusione sociale che sarebbe dietro la Birra “Pollicina”.
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Tuttavia, come siamo in grado di chiarire, non esiste e non è mai esistito alcun progetto sociale inerente alla realizzazione del prodotto birrario: infatti la Birra Pollicina viene imbottigliata e prodotta dal birrificio “Alta Quota”, una realtà nata nel 2010 a Cittareale, in provincia di Rieti. Il birrificio Alta Quota, che abbiamo contattato, dichiara che: «Si è trattato di una lavorazione conto terzi (come spesso accade nel nostro mondo) che ci è stata commissionata dalla Angel’s Srl. Il nostro birrificio offre commercialmente la possibilità di lavorazioni conto terzi con personalizzazione dell’etichetta. La fornitura è stata effettuata a fine 2019 per circa mille litri di birra imbottigliati in diversi formati. L’intera fornitura è stata regolarmente fatturata e pagata». Il birrificio è esperto della trasformazione del pane raffermo: già porta avanti un progetto di riuso del pane in eccesso della panetteria Eataly di Roma, trasformandolo in birra che viene donata alla Fondazione Slow Food, impegnata col progetto “Menu for change”. Per quel che riguarda la birra Pollicina – nome che allude appunto alla favola di Pollicino e alla raccolta delle molliche per ritrovare la strada di casa - il pane proviene invece da un forno in provincia di Frosinone.
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A livello aziendale, inoltre, la Angel’s srl risulta ad una visura camerale «inattiva», vale a dire o non ha mai comunicato all’Agenzia delle Entrate il proprio inizio delle attività o non ha presentato i bilanci. Resta quindi da capire come una società inattiva possa movimentare una somma ingente di denaro e come, con un solo dipendente registrato, avrebbe potuto far fronte ad un progetto di socialità così ampio. Inoltre, come si nota dalla pagina Facebook, la Angel’s srl ha continuato a lavorare durante il lockdown con un servizio a domicilio di beni alimentari e di prima necessità e continua tutt’ora le sua attività in un magazzino diverso da quello segnato nella sua visura sociale. Il progetto, quindi, della Birra Pollicina appare chiaro e rappresenta una delle innumerevoli scatole aziendali che servivano per drenare denari e farli girare su una rete economica che avrebbe utilizzato il settore del beverage per una circolazione poco tracciabile del denaro, circuito che sarebbe servito per mantenere viva la rete di clientele e di potere dell’ex cardinale.

?Il tema che appare evidente, dietro l'asserita casualità degli incontri, è il disegno lobbistico che invece si cela dietro ad ogni singolo affare della famiglia con i contatti dell’ex cardinale. L'uomo d'affari Antonio Mosquito, che tramite una controllata angolana avrebbe finanziato la Birra Pollicina, avrebbe incontrato il cardinale Becciu prima della pandemia, nonostante l’affare “Falcon Oil” non andato in porto, per riprendere il filo di alcuni investimenti effettuati con i soldi della cassa delle segreteria di Stato attraverso il Fondo Centurion del finanziere Enrico Crasso. La Segreteria di Stato avrebbe quindi continuato ad investire insieme al tycoon angolano in operazioni coperte. A latere di uno di questi incontri si è parlato anche del finanziamento della ormai celebre birra Pollicina.

?Mosquito è una figura molto discussa in Angola e ha spesso fatto affari con la figlia del presidente José Eduardo dos Santos che, come ci racconta Giovanni Pigatto, esperto di geopolitica africana, «è rimasto al potere dal 1979 al 2017, incaricando poi il suo vice João Lourenço. Nei trentotto anni di governo dos Santos, la famiglia presidenziale si arricchì a dismisura soprattutto grazie alle concessioni su petrolio e diamanti, tanto che la figlia del presidente, Isabel dos Santos, è a oggi al 13º posto tra le persone più ricche dell’Africa (prima tra le donne) secondo la rivista Forbes. Proprio per Isabel dos Santos, - continua Pigatto - nel 2014 António Mosquito ha fatto da prestanome per acquisire il 66,7 per cento della compagnia di costruzioni Soares da Costa e il 27,5 per cento di Controlinveste, una holding nel campo della comunicazione che possiede il quotidiano portoghese Diário de Notícias e la stazione radio TSF. Inoltre, la holding GAM (Grupo António Mosquito) risulta per il 20 per cento proprietà proprio di Isabel dos Santos».
 
I rapporti tra Antonio Mosquito nascono proprio negli anni in cui l’ex porporato era Nunzio in Angola e sarebbero stati cementati dalla presenza di Enrico Crasso, che inizia subito a tessere affari con lui tentando di far investire, nella Falcon Oil, lo stesso potenziale economico che sarà disperso nell’operazione del palazzo di Londra (circa 400 milioni di euro). L’affare Falcon Oil, come dimostrano documenti inediti di cui siamo venuti in possesso e che vi mostriamo, arriva ad una fase di lavoro molto avanzata per poi arrestarsi. Quel blocco causerà allo stesso Mosquito un grave problema con il resto della compagine energetica: sarà costretto a chiedere un prestito ad una banca angolana per la somma totale di 250 milioni di dollari, la stessa cifra che l’investimento con la Segreteria di Stato avrebbe assicurato.

 

Ma perché l’affare saltò? Secondo quanto apprendiamo da una fonte finanziaria portoghese, le autorità di Lisbona attenzionavano Mosquito e Isabela Dos Santos proprio in relazione all’affare petrolifero. Un lobbista avrebbe quindi avvertito Crasso, all’epoca ancora in quota Credit Suisse, e l’affare saltò per evitare di finire nelle maglie di indagini internazionali, dirottando le attenzioni dei finanzieri sul mattone londinese.



Ma il caso di Mosquito non è il solo: i fondi della Segreteria di Stato gestiti dalla società di Crasso e dirottati sul fondo maltese Centurion hanno finanziato imprese di oligarchi russi e bielorussi. Mentre papa Francesco combatteva la corruzione, i paradisi fiscali, le ingerenze putiniane negli affari Vaticani e cercava di bilanciare la geopolitica dei muri di Donald Trump, l’ex cardinale aveva affidato le proprie casse a chi faceva affluire dividendi ad imprese che andavano ad ingrossare le fila della propaganda antivaticana. ?Questo ingente fiume di denaro off-shore, come quello angolano che avrebbe finanziato la “Birra Pollicina”, rappresenta uno schema, un esempio di pulizia del denaro, di transito di capitali per finanziare la politica dell'ex cardinale, per oliare meccanismi, disarcionare avversari e ingrossare i conti correnti personali dei familiari. Un piano che lentamente sta emergendo: mollica dopo mollica la birra Pollicina, invece che portarci a evitare gli sprechi alimentari, sta conducendo gli investigatori a ricostruire il sistema Becciu. E intanto martedì il cardinale George Pell, nemico numero uno dell'ex porporato, arriverà in Vaticano.

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