Resiste "Nonostante tutto", come spiega Marco Damilano nel suo editoriale, che indica due simboli di questa sorprendente energia positiva: il presidente Mattarella, che pure si avvicina alla fine del suo mandato, e gli infermieri in prima linea nella cura dei malati e nel sottoporsi al vaccino finalmente arrivato anche da noi. Il Palazzo intanto è impantanato in una corsa alle poltrone: non solo il possibile rimpasto, rivela Carlo Tecce, ma anche le nomine in Rai, Ferrovie, Cdp, aziende pubbliche varie, mentre Franceschini costruisce il suo sogno di una Netflix all'italiana.
Ricchi appalti per grandi opere pesano sulla scelta dei sindaci di Milano e di Roma (ne scrive Gianfrancesco Turano) ma gran parte dell'Europa nel giro di pochi mesi affronterà elezioni decisive (di Federica Bianchi): a partire dalla Germania, a cui L'Espresso dedica una lunga inchiesta. La leader dei verdi, in testa nei sondaggi, espone a Roberto Brunelli la sua strategia, mentre la "Greta tedesca" gli racconta i prossimi obiettivi dei giovani ambientalisti. E Stefano Vastano tesse le vite parallele dei tre candidati alla guida della Cdu dopo la fine dell'era Merkel.
In Italia, intanto, la Pianura Padana fa i conti con l'inquinamento dell'aria che non è migliorato nemmeno con il crollo del traffico nei mesi di lockdown (ne scrive Fabrizio Gatti), mentre in Veneto la grande malata è l'acqua (di Andrea Palladino). Vittorio Malagutti lancia l'allarme sulla bolla di credito delle banche centrali che sostiene non solo la nostra economia ma quella di tanti altri paes. Paolo Biondani spiega perché l'Italia ha armi spuntate nella guerra a paradisi fiscali e riciclaggio. Antonio Fraschilla ricostruisce le rotte degli scafisti senza scrupoli che gestiscono la tratta dei migranti in barca a vela. E Gigi Riva racconta un altri inferno: quello delle ragazze argentine costrette a prostituirsi nel bordelli di Buenos Aires
Altan accende un cero laico a Santa Pazienza, Michele Serra stila una classifica dei rimedi anti-covid graditi ai no-vax, Stefano Liberti spiega il legame malato tra consumo del suolo ed emergenza climatica, Wlodek Goldkorn invita a meditare sulla parola della settimana: progresso. Bernardo Valli infine si dedica alla Cina, che nell'anno del Bufalo è passata dalla comparsa del virus a Wuhan al lancio delle sonde spaziali ma non ha risolto nessuno dei suoi problemi politici.
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E L'Espresso chiude con un bilancio della "cultura della rimozione" firmato da Leonardo Clausi, con un parallelo di Sabina Minardi - sulla falsariga di un libro di Paolo di Paolo - tra gli anni venti del Novecento e quelli del Duemila, e con la voce "Libro" scritta da Elisabetta Sgarbi per la Treccani. Carmine Fotia firma un nuovo capitolo della storia del Pci, l'utopia sognata a Livorno proprio mentre in Italia nasceva il fascismo. E Gino Castaldo racconta un'icona pop dalle infinite metamorfosi: Louise Veronica Ciccone, in arte Madonna.
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