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Cultura
gennaio, 2022

Genitori tranquilli, tanto all’educazione ci pensa la tv

Giovanissimi senza cellulare lasciati in fattoria tra mucche e balle di fieno. Perché è ora che si assumano le loro responsabilità. Wild Teens, versione agreste de Il Collegio, segue il solito meccanismo stantio da reality con gli adolescenti in cerca di fama

Ogni mattina un ragazzino si sveglia e comincia a correre perché sa che la televisione lo sta cercando. È la buffa deriva di un mezzo che raschia i barili, trovando nella malcapitata fanciullezza abbandonata a se stessa la sua nuova pietra filosofale. Così dopo averli lasciati tra presidi impettiti, sorveglianti armate di forbici, sergenti medagliati, conventi imbottiti di suore illuminate e altre facezie dai gusti dubbi, l’allegra brigata di under 18 accuratamente selezionata in base ai follower del terzo millennio è sbarcata in campagna. Trattasi di “Wild Teens” (già su Discovery + e ora sul Nove), praticamente Il Collegio che si dà un tono col titolo in inglese.

In sintesi, prendi delle famiglie infelici ognuna a modo loro, falle inorgoglire davanti a uno specchietto per le allodole a forma di telecamera, che tanto le strategie educative sono state gettate alle ortiche da quel dì e catapulta acne e sentimento tra i campi in balia di un fattore in canotta strappato giusto per un attimo dal suo ruolo principe di amante di Lady Chatterley.

L’assunto simil moralista è sempre lo stesso: sei uno stolido nullafacente perché a 13 anni ancora non sei in grado di assumerti le tue responsabilità? Passi il tuo tempo a un cellulare che peraltro sommessamente ti è stato fornito e concesso dalla famiglia di cui sopra? Non hai altri impegni intellettuali al di là di quelli endemici della tua condizione di adolescente? È ora di finirla, Giamburrasca sciocco che non sei altro. Così i parenti serpenti anziché farsi un sano esame di coscienza sulle improvvisate bizzarrie punitive, prendono la bella gioventù spaurita, perlopiù insettofobica, che nutre un profondo odio per le galline, ed è in preda al panico alla vista dei cavalli e la abbandona letteralmente in un luogo consono, ovvero nei campi della fattoria.

Una volta armati di falce e non sia mai di martello, i piccoli eroi di risulta cercano di arrivare a fine percorso facendo finta che infilare le mani in una mucca sia la strada inevitabile verso la fame di notorietà. E pazienza se durante l’arduo percorso al grido di “chi semina raccoglie” gli resti tra dita sporche di terra solo un pugno di mosche. L’importante è che subiscano sprazzi di vita dura come solo la campagna televisiva sa regalare, secondo i soliti inutili meccanismi da reality luddista. Mentre i genitori, uno o due a piacere, si crogiolano per qualche puntata nei panni della Magnani di “Bellissima”. In attesa di liberarsi dei pargoli con il prossimo show, che tanto manca poco. Altro che Dad. 

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