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Cultura
ottobre, 2022

Spie, migranti e registi da Oscar: a Firenze torna il festival Middle East Now

Fino a domenica 9 ottobre una selezione di film, fumetti e dibattiti. Tra denuncia, ricerca e cinema d’evasione. Dalla newsletter de L’Espresso sulla galassia culturale arabo-islamica

Per sei giorni, come ogni anno da tredici anni Firenze, diventa la capitale culturale del Medio Oriente. Dal 4 al 9 ottobre torna il festival Middle Est Now, rassegna multimediale di produzioni realizzate tra Afghanistan e Tunisia passando per Egitto, Giordania, Iran, Israele, Kurdistan, Marocco, Palestina, Siria… Il tema di questa edizione è “An Abstract of Home”, che raccoglie variazioni sul tema di “Casa”. Come sempre, il programma è fittissimo: e questa volta non basta una selezione che segua il filo rosso della galassia arabo-islamica, visto che ogni proposta ha a che vedere con quel mondo. Per questo rimandiamo al programma completo che trovate sul sito middleastnow.it, con il suo mix di cinema, documentari, arte, fotografia, fumetti, musica, cibo, incontri ed eventi speciali, e proponiamo una scelta ragionata: in ordine alfabetico per parole chiave.

Diaspora. “Movies that matter” è un festival dell’Aia su diritti umani e migrazione. A Firenze saranno presentati tre film sulla ricerca di una nuova identità quando si lascia un Paese per ricostruirsi una vita in un altro: in programma “I Am a Bastard” di Ahmet Polat (Paesi Bassi, Marocco), “Beirut Dreams in Color” di Michael Collins (Regno Unito, Libano) e “Along the Way” di Mijke de Jong (Paesi Bassi, Grecia, Afghanistan).

Documentari. Sigal Yehuda presenta cinque documentari di giovani registi che raccontano in anteprima storie che arrivano da Afghanistan, Iran, Giordania, Palestina, Yemen: da “Out of place” Mohammed Al-Majdalawi (Palestina, Svezia) a “Let’s play soldiers” di Mariam Al-Dhubhani e Mohammed Al-Jaberi (Yemen) (sabato 8 lo presenta Laura Silvia Battaglia).

Fumetto. Anna Di Giusto, ricercatrice ed esperta di fumetti, cura una selezione che comprende “Patrick Zaki. Una storia egiziana” di Gianluca Costantini (Feltrinelli) (che sarà presentato al festival) e comprende uno spazio riservato al “Medio Oriente a fumetti” nel bookshop del Cinema La Compagnia.

Golfo. Laura Aimone, esperta di film dei Paesi del Golfo, presenta due film degli Emirati Arabi Uniti che parlano di casa in due accezioni del termine molto originali: la prima è lo studio di Hassan Sharif, uno degli artisti più influenti e controversi del paese (“Sharp Tools” di Nujoom Alghanemn), l’altra è il rifugio di uno sciame d’api in mezzo al deserto (“Honey, Rain & Dust” di Nujoom Alghanem.

Hitler. La vita di Shakib cambia da un giorno all’altro quando viene scelto per recitare in un film sulle atrocità commesse da Hitler, ma quando decide di aiutare la sua fidanzata nascondendola sul set tutto rischia di andare tragicamente a monte. “World War III” dell’iraniano Houman Sayedi ha vinto il premio per Miglior Film e Miglior Attore Protagonista della sezione Orizzonti all'ultimo festival di Venezia.

Rethinking. Ripensare la società per difendere l’ambiente. La selezione di titoli ecologisti del Middle Esta Now va da “Earthquake Without Richter” di Ferid Nikkhah a “Samurais in Kurdistan” di Sarkot Nikdel.

Road movie. Fresco di debutto alla Settimana della Critica all'ultima Mostra del Cinema arriva “Queens (Malikates” della marocchina Yasmine Benkiran: un road movie al femminile, con tre donne braccate dalla polizia che attraversano il Marocco dall’Atlante al mare.

Sci. “Melting dreams” di Haidy Kancler racconta il sogno di tre ragazze di Bamyan, in Afghanistan: diventare sciatrici e rappresentare il Pese alle Olimpiadi. Riescono ad arrivare in Finlandia per allenarsi, ma è solo l’inizio di una storia lunga e complicata.

Thriller. Una spy-story ambientata in Palestina è il film di apertura, “Huda’s salon” di Hany Abu-Assad, regista candidato agli Oscar per “Omar” e “Paradise Now”. Un giorno Reem va al salone di bellezza di Huda, che all’improvviso inizia a ricattarla per reclutarla come spia per gli israeliani. La giovane donna rifiuta ma poco dopo Huda viene smascherata, e Reem viene sospettata di essere una spia. Una trama da thriller ispirata a fatti realmente accaduti.

Timo. «Siamo alla continua ricerca di una Casa. La inseguiamo nella nostalgia, nell'immaginazione, nei sogni sul futuro o nei ricordi d'infanzia. Casa è dove sei nato oppure qualsiasi altro luogo diverso da dove sei nato. Può essere ai margini, anticonformista e ribelle. L'odore del timo selvatico e dell'olio d'oliva, l'eco delle campane di una chiesa in una piovosa mattina d'inverno. La superficie delle rocce salate bagnate dal mare lungo la costa. Il sapore del tè ai fiori d'arancio dopo un pasto abbondante. Questi sono alcuni ingredienti della mia Casa. Quali sono i tuoi?». È il tema del festival presentato dal libanese Roï Saade, collaboratore della rassegna e curatore della mostra “Boud Narratives” al Museo Novecento: una selezione di libri di fotografia realizzati “da” e “sul” Medio Oriente e Nord Africa, da un'ampia varietà di autori e artisti di talento. 

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