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Cultura
giugno, 2022

La Siria, l'Ucraina, Bangui: viaggio intorno al mondo con il SalinaDocFest

Disegni che prendono vita per raccontare la vita degli immigrati. Una scuola di economia nel cuore dell’Africa. E altre storie che mischiano documentario, narrazione e ora anche cartoon. Dalla newsletter de L’Espresso sulla galassia culturale arabo-islamica

All’inizio tutto è un gioco, per i bambini della famiglia Alabdallah: anche passare l’aspirapolvere o saltare sui muretti del cortile, sotto il cielo grigio di Bruxelles. A poco a però la novità diventa routine, il piccolo appartamento nella città europea soppianta la grande casa con il frutteto abbandonata in Siria. La televisione sempre accesa sui notiziari segna la distanza dalla guerra ma tiene vivi i ricordi che si sfogano in disegni. Che presto si animano, volano, si muovono, raccontano traumi che i bambini non possono dimenticare ma su cui dovranno ricostruire un futuro. Rima vuole fare il medico, Hala la parrucchiera, ma il sogno più importante è molto semplice: avere una casa, trovare un Paese in cui non sentirsi più straniera.

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“Ma vie en papier” di Vina Dena unisce documentario e animazione per far entrare lo spettatore nelle giornate e nei pensieri di una famiglia di rifugiati. La giovane regista di origine iraniana e i ragazzi fuggiti dalle bombe fornite al regime di Assad proprio dall’Iran trovano subito la via di un’amicizia – sì, in Siria sciiti e sunniti sono cose diverse, lì gli iraniani sono mal visti ma qui la guerra non c’è più.

Anni di vita passano in un lampo: il piccolo di famiglia arriva a camminare, la più grande si sposa, si separa, mette al mondo un bambino anche lei. Intorno a loro sempre le quattro mura di una casa piccola e umida, che finirà per essere sostituita da un albergo. Molti ricordi restano in casa, scarabocchiati sulle pareti. Altri, quelli che sono stati animati con una tecnica che unisce ingenuità e raffinatezza, i ragazzi li mettono in grandi buste, li portano con sé sulla carta come rimarranno nel loro cuore.

 

“Ma vie en papier” è uno dei film in concorso al SalinaDocFest, il festival del documentario narrativo che anche quest’anno è ospitato a Roma, alla Casa del Cinema di Villa Borghese dal 30 giugno per quattro giorni. Ci si rivede a Salina dal 15 al 18 settembre per il concorso nazionale Isole.doc, con una giuria di giovani coordinata da Roberto Andò.

 

A Roma, a contendersi il titolo sono sei documentari scelti intorno al tema “Diaspore incontri e metamorfosi”. Sei finestre sul mondo aperte con quei film che uniscono la tecnica del documentario tradizionale alla narrazione, film che negli ultimi anni - dopo il Leone d’Oro a Venezia e l’Orso d’Oro a Berlino conquistati da Gianfranco Rosi - hanno meritato un posto sempre più importante nelle competizioni e, finalmente, anche spazio nelle sale cinematografiche. Si va dall’Ucraina di “Terykony /Boney piles”, dove Nastya malgrado gli orrori della guerra continua a credere a Babbo Natale, alla Repubblica Centrafricana di “Nous, étudiants!”, ritratto di un gruppo di giovani della facoltà di economia di Bangui.

 

“Bettina” ricostruisce la lunga e movimentata carriera della cantante Bettina Wegner, “Dida” è un viaggio nella famiglia di Nikola, che ha seguito l’amore in Svizzera ma ha lasciato in Serbia la madre disabile e la nonna ormai troppo anziana per occuparsi della figlia. Si torna in Italia con “Piazza” di Karen Di Porto: la regista del fortunato “Maria per Roma” firma un ritratto del cuore ebraico della città. A scegliere il vincitore della sedicesima edizione del festival ideato e diretto da Giovanna Taviani è una giuria diretta da Laura Delli Colli, con Igiaba Scego e Gioia Avvantaggiato.

 

Tra gli appuntamenti più attesi della parte romana della kermesse, la masterclass su documentario e animazione curata da Ludovica Fales: parteciperanno il giornalista ed esperto di cartoon Oscar Cosulich, il maestro del fumetto Vittorio Giardino, l’Ad di I Wonder Pictures Andrea Romeo e l’art director israeliano David Polonsky, autore della graphic novel “Anne Frank. Diario” e, insieme ad Ari Folman, del film “Valzer con Bashir”, Golden Globe e nomination all’Oscar. Per finire con il focus sull’emergenza energetica di “Isole vulcani energia”: Salina è una delle prime sei isole dell’Unione europea per la transizione energetica, come racconteranno il fotografo e filmaker olandese Cris Toala Olivares, autore del libro fotografico "Living with Volcanoes”, e Marco Pinna di National Geographic Italia.

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