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Cultura
ottobre, 2023

Anatomia di una caduta è un film implacabile e magistrale

Una morte misteriosa. Un omicidio impossibile. Una coppia piena di segreti. Nel titolo che ha meritatamente vinto a Cannes

Un corpo che cade, il corpo del padre. Un bambino che quasi non ci vede, ma è il primo a trovare il padre caduto dal secondo piano della loro baita sulle Alpi francesi. Una madre sospettata. Tedesca. Scrittrice nota e stimata, sposata a quell’uomo con cui parlava per lo più inglese, non avendo mai imparato bene il francese. La polizia indaga. La fine di Samuel (Samuel Theis) è un mistero. Tracce ematiche e perizie sembrano escludere il suicidio. Ma anche un delitto è improbabile. Lo ha buttato giù la moglie? Come potrebbe esserci riuscita? Insomma come è morto Samuel - o meglio perché?

 

A passare dal come al perché, in una delle scene più belle di un film implacabile e magistrale, è il vero protagonista di “Anatomia di una caduta”, la palma d’oro meno contestata negli ultimi decenni a Cannes. Un film di fattura arciclassica ma teso allo spasimo, che forse non cambierà la storia del cinema ma acuisce fino all’insopportabile la percezione dei rapporti di coppia. Anatomia di una coppia. Sul lettino dell’autopsia non c’è solo Samuel, c’è anche Sandra (Sandra Hüller, monumentale), autrice di libri rischiosamente in bilico tra invenzione e verità. E anche, suo malgrado, Daniel (Milo Machado Grener), il figlio di circa dieci anni che a quattro ha quasi perso la vista in un incidente.

 

Sono le coppie insomma a essere in caduta libera. Anche la vecchia coppia finzione/realtà infatti non ne esce tanto bene. Perché Sandra non era la sola a scrivere. Anche Samuel aveva quest’ambizione, frustrata. È qui la chiave. Dove finisce la vita e inizia la creazione? Che diritti ha la seconda sulla prima, a che prezzo? Come sia andata davvero non lo sapremo mai, ma il film lo insinua con mezzi squisitamente cinematografici. Ombre, inquadrature, momenti laterali. Poi c’è quel critico letterario che cita di sfuggita, in tv, un’intervista di Sandra: «Il mio lavoro è coprire le tracce perché la finzione cancelli la realtà...». Dettaglio chiave: a interpretarlo è Arthur Harari, coautore del film e compagno di Justine Triet, la regista. Ingmar Bergman, da qualche parte, sorride.

 

ANATOMIA DI UNA CADUTA
di Justine Triet
Francia, 150'

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