Avviso agli storici del dopo-catastrofe. Sarà un caso, sarà un segno dei tempi, ma i tre film forse più belli del 2023, “As Bestas” di Rodrigo Sorogoyen, “Il cielo brucia” di Christian Petzold e ora “Il male non esiste”, hanno in comune una specie di scena primaria. C’è sempre una foresta selvaggia, ci sono animali in pericolo e umani alle prese con pericoli provocati da loro stessi. Se lo spagnolo sondava la sfera sociale e il tedesco lo spazio interiore, il giapponese vira quasi al metafisico.
Prologo e epilogo sono perentori. Quei rami scheletriti delimitano un mondo – la Natura – sempre meno nostro. E quei cittadini venuti ad aprire un “glamping”, oscena crasi di glamour e camping, su quei monti non lontani da Tokyo, dovranno vedersela con questa differenza radicale. Non sono solo i locali a voler difendere la loro acqua incontaminata. Sarà la foresta stessa, in un certo modo, a far affiorare il fondo più limaccioso dell’ umanità.
Il regista di “Drive my car” e “Il gioco del destino e della fantasia” però non è certo tipo da plot. La vera trama del film la disegnano gli alberi, i cervi, la lingua segreta della Natura (quei rami contorti sembrano ideogrammi, ma non è vietato pensare ai bosco della Biancaneve disneyana), la partitura ipnotica della grande Eiko Ishibashi. Il resto è spiazzamento e rottura degli schemi.
Lo scontro di civiltà annunciato dal tempestoso incontro fra gli emissari dell’azienda che progetta il “glamping” e la battagliera comunità locale, cede il campo a un confronto di tutt’altro genere. Il dramma corale-ecologista muta in lotta coi dèmoni, a ciascuno i suoi. Che venga da Tokyo o che si sia stabilito con la figlia piccola tra quelle montagne, come il protagonista.
Non manca un lungo viaggio in auto, come sempre in Hamaguchi luogo deputato della verità. Anche se poi tutto precipita verso uno degli epiloghi più aperti e enigmatici che il cinema ricordi. Cosa succede veramente, e perché? Spetta a noi decidere. Ma quella luna che si affaccia tra i rami nel finale, così remota e sinistra, ci mette in guardia. Non sarà facile.