Che cos’è un lettore? Non chi è, che identikit ha colui che ama leggere. Ma che cosa rappresenta per la vita, e per la letteratura stessa, quell’umano estraniarsi dalla realtà, scindersi per un tempo preciso dalla vita, e immergersi nell’esistenza parallela dei libri. Se lo domanda in un colto saggio narrativo –singolare per chi conosce il grande argentino per i suoi polizieschi - lo scrittore Ricardo Piglia: in “L’ultimo lettore”, scritto nel 2005 e proposto ora dalla casa editrice Sur (nella traduzione di Alessandro Gianetti).
Mai inutilmente meticoloso, Piglia parte dalla sua esperienza di lettore, per condurci dentro un paesaggio tappezzato di molteplici scene di lettura possibili: da memorie di libri famosi a visioni di lettori anonimi, avvolti dal piacere di leggere.
La lettura, diceva Ezra Pound, è un’arte della riproduzione perché i lettori vivono in un mondo parallelo e così intensamente da immaginare che quel mondo all’improvviso possa irrompere nella realtà. Non a caso il libro si apre con un fotografo pazzo, di nome Russell, che trascorre mesi senza mai uscire di casa, intento a ricostruire in un plastico l’amata Buenos Aires con i suoi quartieri, i suoi spazi vuoti, i luoghi, persino, che la piena del fiume sommerge e abbatte. L’atto di ricostruire la città in miniatura, sostiene lo scrittore, somiglia al gesto della lettura: perché in entrambi i casi si sintetizza il mondo. Da Kafka a Borges, da Don Chisciotte alle Mille e una notte, Piglia sorvola tra scene di strade colte dalla finestra di uomini e donne con un libro in mano, viaggia tra lettori in biblioteca, in treno, nel deserto, in mezzo a gente immersa in quello spazio fantastico che si crea “tra il libro e la lampada”. Una passione che anche quando è assecondata lascia inevitabile malinconia: “l’opprimente sensazione di tutto quello che resta da leggere”. E di quanto sia già stato scritto. La difesa da un mondo saturo di libri? Leggere quello che si vuole, quanto si vuole, leggere arbitrariamente, secondo il proprio gusto e la propria necessità. Non da lettori ubbidienti, ma liberi. Di trovare, per sé stessi, le connessioni tra la parola e il caso.
L’ultimo lettore
Ricardo Piglia
SUR
pp. 223, € 17,50