Estate, i teatri delle metropoli europee chiudono e i grandi festival musicali si mettono in moto: occasione ghiotta per i melomani più incalliti, ma anche per i semplici appassionati, per andare alla scoperta di qualche rarità operistica o per ascoltare i classici della tradizione nell’esecuzione dei più grandi interpreti internazionali.
Se alcuni appuntamenti hanno fama di essere eventi per pochi, appannaggio di privilegiati come Bayreuth e Salisburgo, altri festival, come quello dell’Arena di Verona e dello Sferisterio di Macerata, sono da sempre considerati - almeno da un certo tipo di pubblico - dei caroselli nazionalpopolari che con l’arte e la musica ben poco hanno a che fare: ma è davvero così? No: oggi anche i maggiori festival europei stanno investendo in iniziative a favore dei più giovani, con eventi destinati a coinvolgere il pubblico meno avvezzo a queste imponenti kermesse estive e soprattutto con ingenti sconti per permettere anche agli studenti di acquistare i biglietti,spesso piuttosto esosi.
Dall’altro lato, i grandi appuntamenti estivi all’aperto, come Verona e Bregenz, pur senza aver mai rinunciato a quell’accessibilità e fruibilità che li contraddistingue, hanno negli anni più recenti puntato con rinnovato vigore sulla qualità, coinvolgendo non soltanto grandi interpreti musicali, ma anche giovani registi capaci di portare una ventata di novità, pur nel solco della tradizione.
La recente e discussa Aida firmata dal trentino Stefano Poda, che ha inaugurato il festival areniano, è appunto la testimonianza di questa nuova tendenza: costumi e scene di carattere vagamente futuribile, tra strass e abiti fatti di mosaici tagliati al laser, accompagnati però da una recitazione tradizionale che ben si adatta agli immensi spazi dell’anfiteatro veronese.Tra gli eventi purtroppo già conclusi, gli appassionati più irriducibili non si saranno lasciati scappare l’avvincente Festival dei Due Mondi, che si svolge tra giugno e luglio a Spoleto, e il grande concerto estivo che ogni anno il Teatro la Fenice organizza nella cornice unica di Piazza San Marco, a Venezia: dopo i Carmina Burana di Carl Orff, quest’anno sui leggii c’era l’amata Sinfonia No. 9 di Beethoven diretta da Juraj Valcuha.
Ce n’è davvero per tutti i gusti, insomma. Da Salisburgo a Pesaro, da Aix-en-Provence a Martina Franca, abbiamo selezionato i dieci eventi musicali a nostro avviso più significativi dell’estate. Per un invito a un ideale “Grand Tour” per melomani, dell’Europa e dell’Italia.
Der Ring des Nibelungen di Wagner Wozzeck
di Alban Berg
Dove: Bayreuth, Festspielhaus
Quando: dal 26 luglio al 26 agosto
Fondato nel 1876 dallo stesso compositore, il Bayreuther Festspiele nasce per rappresentare le maggiori opere del genio sassone in un teatro ad hoc. Nel “Tempio”, come è chiamato dai wagneriani, l’orchestra è celata allo sguardo degli spettatori, in modo da permettere al pubblico di concentrarsi unicamente su ciò che avviene sulla scena. Ogni anno, l’ascesa della “collina verde”, ovvero il pendio su cui sorge il Festspielhaus, è un rituale quasi religioso per frotte di adepti del culto wagneriano, che non temono la durata biblica di molte opere. Quest’anno, da non perdere ci pare la Tetralogia de “l’Anello del Nibelungo” con la regia del giovanissimo Valentin Schwarz e la direzione del finlandese Pietari Inkinen.
Wozzeck di Alban Berg
Dove: Aix en Provence, Grand Théâtre de Provence
Quando: fino al 21 luglio
Massimo capolavoro dell’espressionismo musicale, l’opera dell’austriaco Alban Berg resta di difficile ascolto, ma di dirompente modernità. La spietata critica sociale si unisce alla raffinata analisi psicologica della follia del protagonista, resa dalla musica aspra e corrosiva del compositore viennese. Vietata durante il Terzo Reich, bollata come “musica degenerata”, l’opera torna in repertorio del secondo dopoguerra grazie a interpreti come Karl Böhm e Pierre Boulez, che ne trassero due celebri incisioni. Sir Simon Rattle, ex direttore musicale dei Berliner Philarmoniker, è alla testa della London Symphony Orchestra, regia firmata da Simon McBurney. Nel cast, il baritono tedesco Christian Gerhaher, Marie sarà il soprano svedese Malin Byström.
Semele
di G. Friedrich Haendel
Dove: Monaco di Baviera, Prinzregententheater
Quando: dal 15 al 25 luglio
Gli amanti del barocco non vorranno perdere la splendida opera-oratorio di Haendel, tra i più pregevoli prodotti della lunga residenza londinese del compositore sassone.
Il Maestro Gianluca Capuano, specialista di questo repertorio, guida i complessi della Bayerische Staatsoper nella produzione del regista Claus Guth, al debutto nel massimo teatro bavarese, con un cast che raduna alcuni dei più grandi nomi del canto barocco, da Micheal Spyres a Brenda Rae, passando per Jakub Jòzef Orlinski. Se a ciò si aggiunge la meravigliosa cornice Jugendstil del Prinzregententheater, il più bel teatro monacense, l’occasione si fa davvero ghiotta. E imperdibile.
Macbeth
di Giuseppe Verdi
Dove: Salisburgo, Grosses Festspielhaus
Quando: dal 29 luglio al 24 agosto
L’acclamato regista polacco Krzysztof Warlikowski, Leone d’Oro alla carriera a Venezia, si cimenta nel celebre capolavoro di Giuseppe Verdi, tra i più raffinati esiti degli “anni di galera” del compositore emiliano. L’opera, che ha recentemente inaugurato la stagione del Teatro alla Scala, ebbe una genesi tormentata e fu oggetto di una profonda revisione quasi vent’anni dopo il suo debutto; cadde poi (ingiustamente) nel dimenticatoio fino alla riscoperta nel 1951, anno della prima esecuzione moderna, sempre alla Scala: Lady Macbeth era una giovane Maria Callas. Franz Welser-Möst torna alla guida dei “suoi” Wiener Philarmoniker nella produzione che segna l’atteso debutto della diva lituana Asmik Grigorian nell’arduo ruolo di Lady Macbeth.
Les Dialogues des Carmèlites di F. Poulenc
Il Paese dei Campanelli di Lombardo e Ranzato
Dove: Glyndebourne, Auditorium
Quando: dal 10 al 29 luglio
Mentre tutti scrivevano opere di difficile ascolto e di impegno politico, il compositore francese Francis Poulenc non solo sceglie di guardare al passato nella scrittura musicale, ma opta per un soggetto in controtendenza, volto a smascherare i lati oscuri della Rivoluzione francese: l’esecuzione di sedici suore carmelitane scalze all’epoca del terrore, colpevoli di non aver abbandonato il convento. Ingiustamente accusato di passatismo e di refrattarietà alla musica contemporanea, solo recentemente Poulenc è stato riabilitato quale il grande compositore che è, erede raffinato della tradizione francese. Robin Ticciati dirige la London Philarmonic Orchestra nella produzione del geniale regista australiano Barrie Kosky.
Il Paese dei campanelli di Lombardo e Ranzato
Dove: Martina Franca, Palazzo Ducale
Quando: dal 26 al 30 luglio
Il Festival della Valle d’Itria, nato nel 1975 da un gruppo di appassionati musicofili, propone sempre affascinanti rarità operistiche per i palati più curiosi: quest’anno il piatto forte è l’operetta in tre atti del duo Carlo Lombardo-Virgilio Ranzato, scritta per il Teatro Lirico di Milano e per la prima volta rappresentata nel 1923.
Si tratta di una interessante riscoperta, che permette di gettare una luce su una fase storica della musica italiana lungamente negletta e trascurata.
L’Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari sarà diretta dal direttore musicale del Festival, il genovese Fabio Luisi, mentre la regia è firmata da Alessandro Talevi, ritenuto tra i più promettenti giovani registi italiani.
Petite Messe Solennelle di Gioachino Rossini
Dove: Pesaro, Vitrifrigo Arena
Quando: 23 agosto
Il Rossini Opera Festival è il luogo di ritrovo estivo dei più impenitenti appassionati di belcanto, che per tre settimane possono godersi i capolavori del cigno di Pesaro, tra agilità vorticose e vertiginosi sopracuti.
Ma Rossini è anche altro, e il suo estremo capolavoro sacro, composto nel 1863, è lì a dimostrarlo: espressione di una spiritualità serena e gioiosa, ma non per questo superficiale o affettata, la “piccola messa solenne” verrà interpretata dal pesarese Michele Mariotti, tra i più grandi direttori italiani, alla guida dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, con un cast di raffinati belcantisti. Tra gli interpreti: Rosa Feola, Vasilisa Berzhanskaya, Dmitry Korchak, Giorgi Manoshvili.
Sinfonia No. 7 di Anton Bruckner
Dove: Lucerna, Kultur-und Kongresszentrum
Quando: 1 settembre
Il festival di Lucerna è un po’ la risposta elvetica a Salisburgo, ma si concentra solo sulla musica strumentale e in particolare sinfonica, salvo qualche rara opera in forma di concerto. In questa edizione, il leggendario direttore svedese Herbert Blomsted, classe 1927, eseguirà la sinfonia No.7 del compositore austriaco Anton Bruckner, autore di cui è il massimo interprete vivente, alla guida della mitica orchestra del Gewandhaus di Lipsia. Ogni esecuzione di Blomsted è un’esperienza dai connotati mistici, un viaggio spirituale alla ricerca del sacro, che il Maestro insegue con la musica, come ha dimostrato nella sua recente esecuzione romana della quarta sinfonia di Bruckner. Occasione imperdibile per ascoltare uno degli ultimi veri miti del podio.
Roméo et Juliette
di Charles Gounod
Dove: Savonlinna, castello di Olavinlinna
Quando: fino al 17 luglio
Per chi proprio non sopporta il caldo, suggeriamo una trasferta nella pittoresca cittadina finlandese di Savonlinna, che ospita il principale festival operistico di area scandinava. Quest’anno il famoso soprano statunitense Lisette Oropesa, reduce dalla trionfale Lucia di Lammermoor scaligera, affronterà il ruolo della giovane Juliette nell’opera di Charles Gounod, ispirata all’omonima tragedia shakespeariana. L’ opera, talvolta accusata di un leziosismo e di una fatuità tutti francesi, ma che contiene romanze celeberrime come “Ah, lève-toi, soleil!” e “Je veux vivre dans le rêve”, sarà diretta dal Maestro Yves Abel, alla guida della Savonlinna Opera Festival Orchestra. La regia è di Amy Lane.
Eine Alpensinfonie
di Richard Strauss
Dove: Verbier, Salle de Combins
Quando: 23 luglio
Arroccato sulle alpi svizzere, il piccolo e grazioso paesino di Verbier ospita in estate uno dei più prestigiosi festival di musica classica al mondo. Quest’anno, davvero da non perdere pare il concerto diretto dal giovane direttore finlandese Klaus Mäkelä, classe 1996, alla guida della Verbier Festival Orchestra: il Maestro, fresco di nomina di direttore musicale del Concertgeobuw di Amsterdam, eseguirà uno dei massimi capolavori del sinfonismo tardoromantico: la Sinfonia delle Alpi di Richard Strauss. Il programma prosegue con il secondo concerto per pianoforte di Rachmaninov, fra i più amati del repertorio, eseguito dal grande pianista russo Michail Pletnev, interprete oggi di assoluto riferimento.