Meloni: “Basta sprechi”. E per la manovra arriva una dote di 14 miliardi.
Via libera del Consiglio dei ministri alla Nadef che, nel delineare il quadro macro economico, avvia di fatto la manovra. Il deficit tendenziale passa dal 3,6% nel 2024 al 4,3% programmatico, liberando di fatto 14 miliardi. Il Pil nel 2024 è previsto all'1,2%. Via libera anche al decreto migranti che contiene una stretta sulle espulsioni e sul fenomeno dei falsi minorenni ed aumenta di 400 unità il contingente militare dell'operazione Strade sicure. Il decreto prevede la possibilità di svolgere più rapidamente gli accertamenti per verificare l'età del minore straniero non accompagnato. L'impostazione di bilancio, come ha spiegato la premier Giorgia Meloni su Facebook, sarà quindi «all'insegna della serietà e del buon senso e che mantenga gli impegni che abbiamo preso con gli italiani: basta con gli sprechi del passato, tutte le risorse disponibili destinate a sostenere i redditi più bassi, tagliare le tasse e aiutare le famiglie». Inoltre ci sarà «l'avvio della delega fiscale per proseguire nella politica di riduzione delle tasse. Infine, abbiamo prorogato la garanzia statale fino all'80% per l'acquisto della prima casa delle giovani coppie».
Migranti: stretta su espulsioni e minori
«Rendiamo più veloci le espulsioni degli immigrati irregolari pericolosi, introduciamo la piena tutela per tutte le donne e manteniamo quella per i minori ma con le nuove regole non sarà più possibile mentire sull'età reale». Sintetizza così la premier Giorgia Meloni il decreto su immigrazione e sicurezza approvato ieri dal Consiglio dei ministri, rintuzzando le polemiche arrivate da più parti - Garante per l'infanzia in testa - relative ad alcune misure introdotte sui minori soli, in primis la possibilità di ospitare i 16enni nei centri ordinari e non esclusivamente nelle strutture appositamente dedicate alla loro fascia d'età. Rimane fuori una misura presente nella bozza finale e cioè la possibilità da parte del ministero dell'Interno di avvalersi della Guardia costiera negli hotspot: sembra che mancasse la copertura finanziaria. Hanno illustrato il provvedimento il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi e quello della Giustizia, Carlo Nordio. Sui minori stranieri non accompagnati, ha sottolineato il primo, «non deroghiamo alle tutele. Semplicemente viene previsto che in caso di rilevante afflusso e indisponibilità di strutture, il prefetto possa disporre la permanenza provvisoria per un periodo non superiore a 90 giorni» nei centri ordinari, ma «non vengono meno le tutele ed il trattamento differenziato per il sedicente minore».
La consulta sblocca il processo Regeni
Il processo per l'omicidio di Giulio Regeni, in cui sono imputati Tariq Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi, Magdi Ibrahim Abedal Sharif, tutti appartenenti ai servizi segreti egiziani, potrà andare avanti. Lo hanno stabilito i Giudici della Corte Costituzionale riunita in camera di consiglio, che ha esaminato la questione di legittimità costituzionale sollevata dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma in relazione alla celebrazione del processo per il sequestro e l’omicidio del ricercatore, trovato morto il 3 febbraio 2016 in un fossato lungo la strada del deserto Cairo-Alessandria. In attesa che i Giudici depositino le motivazioni della sentenza, la Consulta precisa che «la Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 420-bis, comma 3, del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede che il giudice proceda in assenza per i delitti commessi mediante gli atti di tortura definiti dall’art. 1, comma 1, della Convenzione di New York contro la tortura, quando, a causa della mancata assistenza dello Stato di appartenenza dell’imputato, è impossibile avere la prova che quest’ultimo, pur consapevole del procedimento, sia stato messo a conoscenza della pendenza del processo, fatto salvo il diritto dell’imputato stesso a un nuovo processo in presenza per il riesame del merito della causa».
Famiglia Regeni: “Avevamo ragione noi. Lo stop era ripugnante”
«Avevamo ragione noi: ripugnava al senso comune di giustizia che il processo per il sequestro, le torture e l'uccisione di Giulio non potesse essere celebrato a causa dell'ostruzionismo della dittatura di al-Sisi per conto della quale i quattro imputati hanno commesso questi terribili delitti». Così i genitori di Giulio Regeni, Claudio e Paola, e l'avvocato Alessandra Ballerini, in un intervento pubblicato sul quotidiano La Stampa. «In effetti come ha scritto il Gup Ranazzi nella sua ordinanza non esiste processo più ingiusto di quello che non si può instaurare per volontà di un'autorità di governo- Abbiamo dovuto resistere contro questa volontà' dittatoriale per sette anni e mezzo confidando comunque sempre nei principi costituzionali della nostra democrazia. Ringraziamo tutte le persone che hanno sostenuto e sosterranno il nostro percorso verso verità e giustizia: la procura di Roma ed in particolare il dottor Colaiocco, la scorta mediatica, e tutto il popolo giallo», concludono i genitori di Regeni e l'avvocato Ballerini.
Forza Italia: Tajani, vogliamo essere "centro di gravità permanente"
Forza Italia ambisce, citando Franco Battiato, a essere un «centro di gravità permanente». Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un'intervista a "Famiglia Cristiana". «Non ci facciamo influenzare dagli altri perché abbiamo una forte identità. E proprio per questo siamo aperti ad aggregare chi condivide i nostri valori. Possono arrivare da Renzi (Matteo, leader di Italia Viva) o dal Partito democratico, ma di sicuro non ci servono generali in cerca di un posto (il riferimento è a Roberto Vannacci, per il quale dopo la pubblicazione del suo libro, che ha suscitato tante polemiche, si ipotizza un futuro politico, ndr)». Un progetto ambizioso che tuttavia rischia di cozzare con i propositi della Lega, alleato di governo, che simpatizza con il Rassemblement national di Marine Le Pen in Francia e con Alternativa per la Germania, due movimenti con cui Tajani ha sempre escluso potenziali alleanze. «Un conto è l'Italia, un conto è l'Europa. Qui siamo legati da un programma comune, in Europa, per quanto ci riguarda, noi non potremmo mai stringere accordi con chi è su posizioni filorusse, propugna l'uscita dall'euro o dice che bisogna creare delle classi scolastiche a parte per i bambini disabili», ha concluso il ministro
Qatargate, Cozzolino: "Io sospeso dal Pd in modo indecente"
«Mi attendevo più rispetto per un parlamentare che ha sempre svolto la sua attività con disciplina ed onore. È stato disumano, indecente». Lo dice in una intervista al Corriere della Sera Andrea Cozzolino a proposito della sospensione dal PD a causa del Qatargate. «Sono stati momenti molto delicati. Vengo da una famiglia di origini molto umili legata alla storia della sinistra napoletana, mia nonna è stata medaglia d'oro della resistenza, mio padre un grande dirigente di Cgil e Pci. Mi ha devastato la sola idea di fare ombra a quella storia», sottolinea al quotidiano. «Sembrava dovesse crollare il Parlamento europeo, con decine di parlamentari coinvolti, grandi flussi finanziari... e poi? Tutto si è ridotto a poche persone, che pure a voler credere alle accuse, che ad oggi sono senza riscontri, non avrebbero avuto la benché minima possibilità di influenzare le attività parlamentari», spiega Cozzolino: «La mia storia finanziaria è trasparente, ho sempre condotto una vita molto sobria». «Non ero a Doha nel 2019. Basta controllare il mio passaporto. - continua -Mai avuto un euro da Atmoun. Con lui c'è stato un rapporto di collaborazione politica e di amicizia basato sul pieno rispetto reciproco. Stiamo parlando di un alto diplomatico», sottolinea al quotidiano.
Usa 2024: secondo duello tv dei repubblicani, in quattro contro Trump
Tutti contro tutti, ma solo quattro contro Donald Trump nel secondo dibattito fra gli aspiranti repubblicani alla Casa Bianca. Ron DeSantis al tycoon: «Dovrebbe essere qui con noi, invece è missing in action». Per Jersey Chris Christie, Trump «ha paura di essere qui a difendere i suoi risultati». Intanto l'ex presidente era in Michigan fra i lavoratori dell'industria dell'auto in sciopero. «Sono qui per difendere la classe lavoratrici» ha detto, spiegando loro che la politica di Joe Biden per le auto elettriche non farà altro che favorire la Cina. «Non fa la minima differenza quello che ottenete nei negoziati perché tra due anni sarete tutti senza lavoro».
Oggi prima udienza di inchiesta di impeachment contro Biden
Il Comitato di sorveglianza della Camera terrà oggi a prima udienza dell'inchiesta di impeachment contro il presidente Joe Biden per iniziare a esaminare ulteriormente la presunta attività criminale che coinvolge Hunter Biden e i suoi affari con l'estero. L'udienza inizierà alle 10:00 EST a Capitol Hill e vedrà la partecipazione di tre testimoni, tra cui l'ex viceprocuratore generale degli Stati Uniti per la divisione fiscale del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti Eileen O'Connor, il professore della George Washington University Law School Jonathan Turley e il contabile forense Bruce Dubinsky. L'inchiesta sull'impeachment, annunciata il 12 settembre dal presidente della Camera Kevin McCarthy, si baserà sulle precedenti indagini della commissione della Camera sulla famiglia Biden. Il comitato di sorveglianza della Camera ha indagato su presunti casi di corruzione straniera e traffico di influenza che hanno coinvolto la famiglia Biden e entità in paesi tra cui Ucraina e Cina. Biden nega di aver mai discusso di affari esteri con suo figlio.
Ucraina: Lavrov, pronti a negoziare ma partendo dalla realtà sul campo
I russi sono «pronti a negoziare» per arrivare a una soluzione della crisi in Ucraina, ma «tenendo conto della realtà sul terreno» e degli «interessi della sicurezza russa». Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov intervistato dall'agenzia di stampa Tass. «La nostra posizione resta valida: siamo pronti a negoziare ma tenendo conto delle realtà che si sono sviluppate sul terreno e tenendo conto della nostra posizione, che è ben nota a tutti», ovvero «dei nostri interessi, degli interessi della nostra sicurezza, dell’interesse di impedire la creazione di una forza ostile ai confini della Russia, un regime nazista», ha detto Lavrov. Perché questa forza, «ha dichiarato apertamente l'obiettivo di sterminare tutto ciò che è russo su quelle terre, sia in Crimea che in Novorossiya».