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Attualità
febbraio, 2024

«Qui a Genova non sfruttiamo specializzandi»: le parole di Bassetti innescano le polemiche. I sindacati: «Falsità. Ecco le prove»

Botta e risposta sui turni infernali a cui sono sottoposti gli specializzandi: un caso sollevato dall'ultima copertina de L'Espresso. E ora la vicenda finisce all'attenzione delle autorità di vigilanza

Botta e risposta tra Bassetti e l'associazione dei medici e specializzandi. Dopo l'inchiesta dell'Espresso sullo sfruttamento dei giovani medici specializzandi, il professore Matteo Bassetti, è intervenuto alla trasmissione di La7, L'Aria che Tira, per parlare della sua scuola di specializzazione in Malattie Infettive all'Università di Genova.

 

Durante la trasmissione Bassetti ha dichiarato che «Gli specializzandi della mia scuola non hanno mai fatto una notte e non hanno mai lavorato senza un tutor». A rispondergli è il presidente di Als, Associazione Liberi Specializzandi, Massimo Minerva, attraverso una lettera inviata dall'associazione all'Espresso: «Ci duole constatare che le sue dichiarazioni vanno in direzione contraria e diametralmente opposta rispetto ai risultati ufficiali dell’ultimo annuale questionario di valutazione delle scuole di specializzazione italiane, i cui risultati inerenti la scuola in oggetto sono validati dall’Osservatorio Nazionale della Formazione Medica e pubblicati tuttora sul sito dell’Università di Genova».

 

Dati alla mano, l’83,3 per cento degli specializzandi della scuola diretta dal professore Matteo Bassetti hanno dichiarato che viene chiesto loro di lavorare oltre l’orario previsto, «in netto contrasto con i D.Lgs 368 del 1999 e 402 del 2017, con la normativa europea 2003/88/CE e soprattutto in contrasto con la nota 12061 del 2017 del Ministero della Salute in merito all’orario di lavoro degli specializzandi», scrive Minerva.

 

 

Inoltre il 25 per cento degli specializzandi della scuola genovese ha dichiarato che il tutor è presente “raramente”, l’8,3 per cento ha dichiarato “mai”, «in netto contrasto con i D.Lgs 368 del 1999 e 402 del 2017». La lettera inviata all'Espresso è stata inviata anche al Rettore dell'Università di Genova, all'assessorato alla sanità della Lombardia, al Comando dei Carabinieri e all'Ispettorato del Lavoro, con l'intento di andare a fondo nello sfruttamento degli specializzandi all'Università di Genova: «A seguito di tali dichiarazioni, ed in considerazione dei riscontri oggettivi ed oltretutto validati dall’Osservatorio Nazionale della Formazione Medica, organismo interministeriale del Ministero della Salute e del Ministero dell’Università con il compito di verificare gli standard formativi dei medici specializzandi, si richiede alle SS.LL. di attuare una attenta e minuziosa verifica del rispetto delle già citate normative con la duplice finalità di verificare il rispetto delle norme in merito alla formazione dei medici specializzandi della scuola in oggetto e della qualità di cure erogate ai pazienti delle U.O.C coinvolte a seguito dei risultati del questionario di valutazione ivi illustrati. A nostro avviso, è intollerabile e deontologicamente discutibile che in una trasmissione televisiva vista da milioni di italiani ci siano dichiarazioni in contrasto con atti validati da un organo ministeriale su un tema così delicato come quello della salute in una realtà ospedaliera così importante quale l’Ospedale San Martino di Genova».

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