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Un'eccezione non infelice sono alcuni commentatori che operano proprio per la Rai: uno è Sandro Mazzola, che pure si sente costretto a trarre conclusioni sull'andamento dei match dopo appena sei o sette minuti dal calcio d'avvio: ma Sandrino ama ancora il calcio; è moderato, non esagera, e quindi non dà fastidio (fra l'altro, molto apprezzabile la sua prefazione alla recentissima raccolta di scritti di Gianni Brera 'Il Club del Giovedì', editore Aragno). L'altro è Fulvio Collovati, che riesce sempre a calarsi nel gioco, individuando errori e capacità tecniche. Il caso di migliore interpretazione tecnico-tattica di una partita è sembrato a molti il commento di Beppe Dossena ad Argentina-Messico. Dossena infatti ha spiegato con chiarezza che il Messico, dato per grande sfavorito, era messo in campo meglio dei campioni sudamericani; ha illustrato per quali motivi, in base al modulo di gioco, riusciva a creare superiorità numerica a centrocampo, ha individuato tutte le mosse tattiche decisive. Che poi alla fine, dopo i supplementari, abbia vinto la squadra di Crespo e Maxi Rodriguez dipende dal fatto che l'Argentina include un alto numero di fuoriclasse, mentre il Messico praticamente nessuno.
Così è la vita. Ma così dovrebbe essere anche la tv quando fa vedere il calcio. Perché c'è un solo modo per raccontare bene il pallone, in questi tempi sgonfi: stare sulla tecnica, con poca enfasi, possibilmente con molti silenzi.