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Del resto, la comparazione si deve fermare al confronto tra cifre assolute o quasi: sappiamo bensì, per esempio, che le auto blu, vetture di servizio con autista e spese pagate, fino all'olio e alla pelle di daino per la lucidatura, sono in Italia più di 500 mila, su per giù una ogni cento abitanti; ma quanto ai dettagli dei bilanci di grandi soggetti istituzionali come la presidenza della Repubblica e i due rami del Parlamento, anzitutto, oltre alle cifre assolute assegnate ogni anno dal Tesoro, non è consentito domandare nulla, per non violare l'autonomia riconosciuta loro dalla Costituzione.
Lo stesso vale per province, regioni, comuni, dove i membri delle assemblee legislative si sono negli anni recenti riconosciuti stipendi almeno uguali, e talvolta anche superiori, a quelli dei membri del Parlamento nazionale.
I partiti, maggiori e minori, sono le agenzie che assegnano questa miriade di prebende pubbliche, e forse è già un progresso rispetto a un passato in cui tutto si giocava tra i parenti e gli eredi del capitale. Ma come pensare che una classe politica unita e complice in questa spoliazione del paese si rinnovi e cambi abitudini? Grandi chiacchiere e urli alla tv, ma tutti uniti (da destra al centro a sinistra) nel difendere e allargare (anche in omaggio alla sacralità della famiglia!) i propri privilegi. Il vero scandalo, ormai, è che i cittadini italiani si lascino così docilmente rapinare, e vadano ancora alle urne credendo di vivere in una democrazia. Ma mi faccia il piacere, come diceva Totò.
Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella
'La Casta'
Rizzoli
pp. 289
euro 18