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Naturalmente quei 'più' che filosofia e pensiero razionale non conoscono sono appunto gli uccelli, che - a partire da un spunto occasionale, ma già colto nell'ambito di una antica passione, uno spettacolo di danza dove agiscono insieme danzatori umani e ballerini piumati - offrono a Mussapi l'occasione di ripercorrere, da artista più che da storico, tante zone della mitologia e della poesia non solo europea di tutti i secoli.
Dall'albatro della 'Ballata del vecchio marinaio' di Coleridge, su e giù per i grandi miti narrati da Ovidio, fino a Romeo e Giulietta e persino a Harry Potter, il libro è tutta una evocazione ammirata dei miti su queste creature alate di cui la biologia recente, almeno per quanto riguarda certi pappagalli, pensa che non abbiano solo comportamenti istintivi, ma vera e propria capacità di apprendimento. Il libro non è stato scritto per metterci al corrente di questa informazione scientifica; anzi, non si sa perché sia stato scritto, se non forse per sostare volando nel mondo aereo dei miti che ci portiamo dentro e che la poesia, fortunatamente, talvolta riesce a fare emergere.