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novembre, 2008

Mito volante

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Il saggio di Roberto Mussapi, 'Volare', è un viaggio nella filosofia, nella mitologia e nella poesia europea, un'indagine sul fascino del tema del volo

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Ma la frase di Amleto che tutti ricordiamo e tanto spesso abbiamo citato, suona 'Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio.' oppure 'Ci sono più cose tra il cielo e la terra' di quante ce ne siano nei libri dei filosofi? Questa è la formulazione che preferisce Roberto Mussapi, poeta drammaturgo e saggista, nel suo ultimo libro dedicato al volo e ai miti di tutti i tempi che hanno per protagonisti gli uccelli. ('Volare', Feltrinelli, pp.252, e 18).

Naturalmente quei 'più' che filosofia e pensiero razionale non conoscono sono appunto gli uccelli, che - a partire da un spunto occasionale, ma già colto nell'ambito di una antica passione, uno spettacolo di danza dove agiscono insieme danzatori umani e ballerini piumati - offrono a Mussapi l'occasione di ripercorrere, da artista più che da storico, tante zone della mitologia e della poesia non solo europea di tutti i secoli.

Dall'albatro della 'Ballata del vecchio marinaio' di Coleridge, su e giù per i grandi miti narrati da Ovidio, fino a Romeo e Giulietta e persino a Harry Potter, il libro è tutta una evocazione ammirata dei miti su queste creature alate di cui la biologia recente, almeno per quanto riguarda certi pappagalli, pensa che non abbiano solo comportamenti istintivi, ma vera e propria capacità di apprendimento. Il libro non è stato scritto per metterci al corrente di questa informazione scientifica; anzi, non si sa perché sia stato scritto, se non forse per sostare volando nel mondo aereo dei miti che ci portiamo dentro e che la poesia, fortunatamente, talvolta riesce a fare emergere.

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