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Due sono i progetti di ricerca italiani scelti dall'Agenzia spaziale. L'Università di Bologna si occuperà delle analisi sui disturbi alimentari e digestivi che potrebbero colpire i viaggiatori, sottoposti a condizioni di stress prolungato, mentre alla Scuola Sant'Anna di Pisa spetterà lo studio sui problemi del sonno. Durante l'isolamento preparatorio, Aldo Roda, responsabile del Laboratorio di Chimica Bioanalitica di Bologna, coordinerà la parte clinica del progetto con l'applicazione di procedure non invasive e analisi di campioni respiratori, sangue, saliva, urina e feci, acquisiti a bordo in maniera autonoma dagli astronauti. "L'isolamento, il rapporto interpersonale obbligato in spazi ristretti, il cibo scarso e liofilizzato possono essere fattori di stress e quindi aumentare i problemi gastrici dei partecipanti", spiega: "Attraverso il Breath test, un esame semplice di marcatura diagnostica che valuta elementi presenti nel tratto gastrico attraverso l'aria espirata, sarà monitorata la motilità del tratto intestinale e lo stato della microflora batterica. I dati verranno inviati dagli astronauti ai medici, che potranno così diagnosticare eventuali disturbi ed inviare i consigli più adeguati".
Antonio L'Abbate del Sant'Anna valuterà il ritmo del sonno con elettroencefalogrammi ad alta densità, analizzando la Sleep Slow Oscillation, una serie d'oscillazioni ad onda lenta, modificabili a causa dello stress emozionale. I risultati aiuteranno a comprendere i meccanismi fisiologici dello stress.