I falsi profili di aspiranti sindaci e altre personalità legate alla politica fanno furore su Twitter. Molto simili a quelli veri, prendono in giro tormentoni e promesse. E piacciono perché mostrano la retorica nascosta dietro gli slogan
Dal finto Alemanno che invita ad abbandonare la città in caso di neve al Marchini fasullo che inneggia alle buche da golf: piccola rassegna di un gioco che è diventato un vero e proprio "cult".
In principio fu AIemannoTW: un account Twitter molto simile a quello del Sindaco di Roma, con l'unica differenza della "I" maiuscola al posto della "elle" minuscola dopo la "A" iniziale. Un piccolo dettaglio, ma sufficiente a confondere, sia pure temporaneamente, gli utenti dei social network. Siamo a febbraio del 2012, e quello che apparentemente sembrerebbe il profilo Twitter del Sindaco di Roma se ne esce con un sorprendente "Emergenza neve: abbandonate la città. Io sono già a Milano". Ci vuole poco per venire a capo dell'inganno, ma nel frattempo il falso Alemanno è diventato un tormentone, mentre il vero sindaco denuncia pubblicamente di aver subito una "sottrazione di identità": col risultato che l'account, alla fine, viene cancellato da Twitter.
Da quel momento i "fake" dei politici imperversano in rete, perlopiù senza neppure tentare di ingannare gli utenti, ma con intenzioni più apertamente e dichiaratamente satiriche. Durante la campagna elettorale per le politiche del 2013 fanno epoca l'account Twitter di Oscar Giannetto e soprattutto la pagina Facebook di Disfare per accelerare il declino, creata da tre studenti della Normale di Pisa con l'obiettivo di fare il verso al leader di "Fare" con affermazioni come questa: "Noi non ci accontentiamo di un finto declino, di un declino di facciata, buono per i talk show e gli editoriali dei giornali. Vogliamo un declino integrale e incisivo, che coinvolga l'intera società".
I "fake" dei politici diventano una moda. Esilarante il finto Twitter di Casaleggio, espressione del collettivo di autori satirici "Diecimila.me", che spopola con centinaia di tweet lapidari come "Ricerca, investire su cani da tartufo", "Abolire IMU prima casa non sufficiente. Abolire prima casa" o "Evitare sprechi. Utilizzare carta igienica ambo i lati".
Si parla di politici, dunque. O personaggi vicini ai politici: come Veronica_Lario. Il falso account Twitter dell'ex moglie di Berlusconi imperversa da qualche mese con battute come "Dopo 19 anni ho avuto il coraggio di separarmene! Dopo 19 anni fatelo anche voi, per il bene vostro e del Paese", "Dal carcere si possono fare bonifici?" e "Rinuncio a tutti i soldi e torno con il mio ex consorte... Scusate, un imbecille mi ha preso lo smartphone!!!" Non c'è dubbio: si tratta di uno dei giochi "cult" del momento. Che durante le campagne elettorali, inevitabilmente, finisce per dare il meglio di sé. Non a caso gli ultimi due "fake" si ispirano alla campagna elettorale per le comunali di Roma Capitale e prendono di mira due tra i candidati sindaci. La pagina Facebook "Coatti per Marino" produce in serie parodie dello slogan "Non è politica. E' Roma" in chiave, per l'appunto, "coatta", cioè, in gergo, romanaccia. Memorabili le foto dell'indimenticato Mario Brega che regge un cartello con su scritto "Nun è politica. E' 'n zucchero", del "Libanese" di "Romanzo criminale" con lo slogan "Nun è politica. E' Roma. Pijamosela" e di Tomas Milian nei panni del "Monnezza" che propone un esplicito "Nun è Roma. E' l'anima de li mortacci vostra".
Non poteva mancare, poi, la parodia del candidato più abbiente, affascinante e aristocratico: Alfio Marchini. La pagina Facebook "Arfio Marchini" fa il verso al costruttore romano attribuendogli slogan del tipo "Rinuncio allo stipendio da sindaco: gli spicci in tasca mi danno fastidio", "Mai prima di mezzogiorno, una città riposata è più bella" o "Buche nelle strade? Meglio quella da golf". Il vero Alfio Marchini ha definito "geniale" il suo "fake": una reazione diametralmente opposta a quella di Alemanno, probabilmente riconducibile alla constatazione del fatto che la parodia è un segnale inequivocabile di popolarità: per non parlare della possibilità che il suo destinatario finisca, in un modo o nell'altro, per risultare più simpatico ed accrescere il proprio consenso. Che diventi, o sia già diventato, uno degli strumenti di comunicazione politica del futuro?