Pubblicità
Attualità
novembre, 2014

Investimenti Ue, ora Jean-Claude Juncker apre

Mario Draghi e Jean-Claude Juncker
Mario Draghi e Jean-Claude Juncker

A una settimana dalla pubblicazione a mezzo stampa e web dei dossier riservati del fisco lussemburghese, il presidente sotto attacco della Commissione Ue ha scelto di smarcarsi con un elenco di buoni propositi

Mario Draghi e Jean-Claude Juncker
E il settimo giorno Jean-Claude Juncker parlò. Anzi, scrisse. A una settimana dalla pubblicazione a mezzo stampa e web dei dossier riservati del fisco lussemburghese, il presidente sotto attacco della Commissione Ue ha scelto di smarcarsi con un elenco di buoni propositi. La lista è stata messa nero su bianco in una lettera inviata da Juncker a Matteo Renzi, come presidente di turno del semestre Ue e al presidente del Parlamento europeo Martin Schultz. Più che per il contenuto, una lista di priorità per il rilancio economico e politico dell’Unione (compresa la lotta all’evasione fiscale!), il documento datato 12 novembre va letto come ?un segnale inviato da Juncker ai partiti di centrosinistra che lo hanno fin qui sostenuto.

Sotto attacco per lo scandalo portato alla luce dal consorzio giornalistico internazionale ICIJ (e in Italia da “l’Espresso”) Juncker ha bisogno ?di ricompattare al suo fianco la larga maggioranza parlamentare che in estate lo ha eletto al vertice della Commissione. E pur di esorcizzare lo spettro delle dimissioni chieste dal fronte degli euroscettici (Lega Nord e Cinquestelle compresi), il mandarino della politica europea apre la porta ?alle richieste di chi vorrebbe un allentamento del rigore. In ballo ci sono i 300 miliardi del piano di aiuti finanziati dall’Europa da destinare a nuovi investimenti degli Stati membri.

Bce
All'Europa non resta che Mario Draghi
21/11/2014
Sarà un caso, ma in questi giorni a Bruxelles è spuntato un inedito progetto per istituire un ente finanziario da affiancare alla Banca europea degli investimenti. La Bei 2 verrebbe dotata ?di risorse fresche dal bilancio Ue ?e dalla stessa Bei per finanziare nuovi investimenti con l’aiuto di fondi privati. ?Il piano, attribuito alla Commissione, ?è musica per le orecchie di quanti in Europa si battono per uscire dalla logica dei tagli in bilancio. E spiega anche perché, dopo il battibecco di una decina di giorni fa sui «burocrati di Bruxelles», adesso Renzi non spara più su Juncker. Con buona pace dello scandalo fiscale ?e dei LuxLeaks.

L'edicola

La pace al ribasso può segnare la fine dell'Europa

Esclusa dai negoziati, per contare deve essere davvero un’Unione di Stati con una sola voce

Pubblicità