L'Ingv vende i propri servizi di consulenza a Enel, Petrobras e Total. Ora potrebbe farlo anche con la Cogeid, che vuole trivellare in Irpinia, dove nel 1980 morirono oltre 2.000 persone. Sel: "Come può l'Ingv essere indipendente se è pagato dalla società privata su cui dovrebbe indagare?"

C'è «un palese conflitto di interesse» che mette a rischio la sicurezza degli abitanti dell'Irpinia. Così lo definisce Giancarlo Giordano, deputato di Sel eletto in provincia di Avellino, zona sotto cui da alcuni anni è iniziata la caccia a gas e petrolio. Il conflitto in questione, secondo Giordano, riguarda l'Ingv, l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Un ente pubblico che fa capo alla Protezione Civile e vanta, tra i vari compiti, quello delicatissimo di sorvegliare l'attività sismica. Ma come può l'Ingv essere indipendente nelle sue ricerche se a pagarlo è la stessa società privata sulle cui opere l'ente pubblico dovrebbe indagare? E' questo il fulcro dell'interrogazione parlamentare presentata lo scorso 28 settembre da Giordano e indirizzata al governo.

LA LISTA DEI CLIENTI
Nel testo viene citato un fatto. L'Ingv vende servizi di consulenza, oltre che ad enti pubblici, anche a società private. Tra queste, si legge sullo stesso sito internet dell'Istituto, ce ne sono alcune direttamente coinvolte nell'estrazione di gas e petrolio. C'è ad esempio la collaborazione con Petrobras, il gigante brasiliano degli idrocarburi. Quella con l'italiana Enel, coinvolta in parecchie ricerche su mare e su terra. Ma c'è soprattutto il contratto di consulenza con la francese Total per il progetto Tempa Rossa, in Basilicata, uno dei più grandi giacimenti petroliferi scoperti nella Penisola, per il quale l'Ingv ha in corso un contratto biennale per il monitoraggio sismico.

LE RICERCHE IN IRPINIA
Che c'entra l'Irpinia con tutto questo? C'entra. Secondo il deputato di Sel, infatti, l'Ingv è in trattativa per diventare consulente anche della Compagnia generale Idrocarburi, meglio nota nella zona come Cogeid, per un progetto di ricerca di idrocarburi che la piccola società italiana vorrebbe avviare in Irpinia, tra le province di Avellino e Benevento, e che riguarda una superficie totale di 698,5 chilometri quadrati. In questa zona, tristemente famosa per il sisma che nel 1980 causò la morte di oltre 2.914 persone, la società romana ha ottenuto nel 2010 dal ministero dello Sviluppo economico un permesso di ricerca di idrocarburi. Concessione – al momento sospesa in attesa del via libera del ministero dell'Ambiente sulla perforazione del pozzo Gesualdo 1 - che ha suscitato i timori di una parte della popolazione locale, preoccupata all'idea che le trivelle possano scatenare nuovi terremoti. Da qui l'idea di chiamare in causa l'Ingv.

"NESSUN CONFLITTO CON COGEID"
La consulenza è stata richiesta dalla regione Campania con l'obiettivo di «determinare lo stato vibrazionale ante operam», scrive nell'interrogazione il deputato di Sel. In altre parole, il compito dell'Istituto sarebbe quello di verificare la situazione sismica sul territorio irpino prima dell'inizio delle trivellazioni, così da poter poi registrare le eventuali differenze. «Peccato che», aggiunge al telefono Giordano, «quella consulenza sarebbe pagata dalla stessa Cogeid, e quindi l'Ingv si troverebbe in evidente conflitto d'interesse visto che la società privata che la finanzia ha tutto l'interesse a trivellare senza che si crei allarme». La soluzione? «È una sola», secondo Giordano: «bisogna rimuovere alla radice la possibilità che l'Ingv si faccia pagare le consulenze dai privati». Sentito da “l'Espresso,” l'Ingv dice di essere stato contatto da Cogeid nel 2013 ma - assicura - «ad oggi non è stato attivato alcun tipo di contratto di consulenza».

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