Il custode dei segreti finanziari di mezzo mondo ha presentato a Roma il suo libro sugli evasori. Ha parlato di «finanza marcia» e politica che ha spesso coperto gli evasori. Poi ha annunciato l'incontro con il Movimento Cinquestelle, l'apertura a Renzi, e ha lanciato un appello a Papa Francesco: «Sullo Ior dia l'esempio»

«Le banche off-shore stanno nel mezzo dei flussi di capitali come le cozze stanno nelle correnti, da cui assorbono la sporcizia. Le banche-cozze sono la parte più marcia della finanza. I dati della mia lista sono solo quelli della Hsbc e rappresentano forse l'uno per cento del totale. Resta da scoprire dove sono tutti gli altri soldi nascosti dagli evasori. Il Libano, per esempio, è uno snodo strategico per la finanza mondiale, come si capirà a breve, e per questo lì ritroviamo tutte le banche Svizzere. Così come se il Lussemburgo non fa pagare le tasse alle grandi aziende, poi quei soldi finiscono nelle banche-cozze».

Nel giorno della notizia dell'indagine per riciclaggio aperta dalla magistratura svizzera su Hsbc, in un'affollata conferenza stampa per il lancio mondiale del suo libro “La cassaforte degli evasori” Hervé Falciani, l'uomo della lista che sta facendo tremare i potenti del mondo, si difende e contrattacca. Interamente vestito di nero, accompagnato dall'editore Lorenzo Fazio e circondato da un nugolo di fotografi e operatori tv, l'incubo degli evasori parla a 360 gradi, in un linguaggio a tratti difficile da decifrare. Incalzato dalle domande dei giornalisti lancia però più di un messaggio, avvertendo: «Io non ho nulla da nascondere».

[[ge:rep-locali:espresso:285515325]]«In questi dieci anni non ho guadagnato un euro, ma solo accumulato debiti con gli avvocati». Poi: «In Italia c'è stata una corsa contro il tempo da parte della Guardia della Finanza e delle procure per portare avanti le inchieste basate sulla mia lista, perché c'era nell'aria lo scudo di Tremonti». E ancora: «I servizi segreti italiani avevano la lista già dal 2008; sono stati bloccati dai vertici e da chi c'era dietro. Quando hanno varato lo scudo fiscale i politici, che non sono stupidi, sapevano benissimo quello che facevano: avevano degli interessi da difendere. Il fatto è che proteggendo le banche i politici proteggono se stessi. Per capire come stanno le cose basta andare a vedere chi ha votato il condono». 

Falciani, che a fine conferenza annuncia di avere un incontro già fissato con il gruppo che si occupa di comunicazione per il movimento 5Stelle, considerato al momento insieme a Di Pietro l'unico referente politico italiano (come Podemos in Spagna e Syriza in Grecia), si dice pronto a parlare con tutti purché determinati a cambiare le cose, a partire da Renzi («Se il premier vuole cercare vere soluzioni chiederà dati più precisi: abbiamo elementi utili per chi vuole cambiare»).

L'informatico che ha svelato i segreti del colosso bancario lancia anche un appello al Papa. «Gli investigatori italiani che indagavano sullo Ior si sono dovuti fermare perché il Vaticano non ha permesso alla Svizzera di fornire le informazioni necessarie. Per questo chiedo a Papa Francesco di aiutare la giustizia italiana a far emergere la verità. Che il Papa dia l'esempio».
[[ge:rep-locali:espresso:285515326]]
Falciani, che dice di aver apprezzato il lavoro del pool (di cui per l'Italia fa parte “l'Espresso”) di giornalisti investigativi impegnato a lavorare sulla sua lista, dice asciutto: «Non ho mai provato a vendere la mia verità». A chi gli chiede se salteranno fuori nuove liste, replica: «Non è questione di liste; per cambiare le cose è necessaria l'attenzione dei media perché solo l'informazione può stimolare la politica». E aggiunge: «Le banche non possono autocontrollarsi. Servono controlli esterni da parte di ong e non verifiche operate da chi è al libro paga degli istituti».

Il tecnico informatico attacca il sistema italiano. E spiega: «Tutto quello che è stato fatto in Italia ha seguito canali informali, perché con le regole che ci sono chi dispone di dati sensibili non può fare nulla. Nessun procuratore può fare nulla. Per questo è necessario mettere mano alle regole, che impediscono la trasparenza». A chi gli chiede se il fatto che la lista sia stata resa pubblica solo parzialmente può aprire la strada a ricatti, ribatte: «Siamo noi i ricattati, noi che da soli paghiamo tutte le tasse. Non dobbiamo proteggere chi è già protetto».

L'edicola

Voglia di nucleare - Cosa c'è nel nuovo numero dell'Espresso

Il settimanale, da venerdì 28 marzo, è disponibile in edicola e in app