In primo piano c’è Draghi. Ma Berlusconi e Casini sono a un passo. E appena dietro Cartabia e Gentiloni, Amato e Casellati, e l’onnipresente Franceschini. Sono i protagonisti dello Squid Game che porterà all’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. “Quirinal Game”, lo definisce con ironia il titolo del nuovo numero dell’Espresso: che infatti, nella copertina di Alessio Melandri, ha rivestito i protagonisti della corsa alla più alta carica dello Stato con le tute dei personaggi della serie coreana. Per dare l’idea delle manovre, dei tradimenti, delle eliminazioni in arrivo in questa gara in cui alla fine ne resterà uno solo. E non è detto che sia il migliore.
Le manovre dei partiti sono su tutti i giornali. Ma il destino dell’elezione del Capo dello Stato in realtà è in mano ai 111 parlamentari dei gruppi misti ai quali dà la parola Carlo Tecce con un sondaggio esclusivo, da cui spuntano oltre ai nomi già citati sopra, anche i Romano Prodi, Rosy Bindi, Giorgio Parisi e Paolo Maddalena. Nella sua striscia, anche Mauro Biani dice chi preferisce, e chi spera che non passi...
Susanna Turco dedica il suo rettilario a Maurizio Bettini, Mauro Munafò e Antonio Fraschilla fanno i conti in tasca a Giuseppe Conte e a quel che resta dei 5 Stelle, mentre nel suo editoriale Marco Damilano mette in guardia contro la “nevrosi di sistema” di questi giorni caotici, che contagia l’intera vita democratica del paese.
Vittorio Malagutti e Gloria Riva spiegano perché gli italiani tengono i soldi sul conto corrente, e come le banche cercano di forzarli a investire di nuovo. Fraschilla intanto fa i conti delle spese di Natale, gonfiate dall’inflazione. La fiammata dei prezzi parte dall’Europa: Federica Bianchi fa il punto da Bruxelles, mentre Roberto Brunelli racconta la versione tedesca.
Bianca Senatore, con le foto di Gábor Ancsin, racconta la nuova frontiera della vergogna europea, dove i migranti in arrivo dalla Serbia vengono ricacciati indietro dall’Ungheria di Orbán. Marta Bellingreri svela il paradosso del museo della guerra di Kobane. Simone Pieranni mostra la coscienza sporca della Apple che denuncia il software che ruba i dati personali. Mentre Jessica Masucci preannuncia la nuova vita dell’ecstasy, presto in vendita in farmacia per curare lo stress.
Altan mette una pietra sopra alla reincarnazione, Makkox svela il piano B di Letta per portare Conte in Parlamento, Michele Serra si schiera con gli orfani del “pastone” abolito dal Tg. Aboubakar Soumahoro denuncia la distanza tra politica e Paese reale, Sofia Ventura va alle radici del malessere francese che ha portato alla candidatura di Zemmour. E mentre i lettori continuano a dibattere con Stefania Rossini di vax e no vax, Bernardo Valli rende omaggio all’Italia bella e sconfitta del nuovo libro di Corrado Stajano.
L’Espresso chiude con Alexandr Sokurov che parla ad Anna Bonalume di cinema e libertà, Paolo Di Paolo che ricorda Pier Vittorio Tondelli, e Stefano Vastano che trova in un romanzo inglese l’identikit dei soldati di Hitler. In Groenlandia lo scioglimento dei ghiacci minaccia la cultura inuit (di Luciana Grosso), a New York 36 anni di criminalità diventano un documentario unico (di Marco Consoli), e in tutto il mondo la tutela dei diritti degli animali scopre una nuova frontiera (di Erika Antonelli).
E poi c’è una sezione speciale per la buona notizia della settimana: Patrick Zaki appena liberato, L’Espresso dedica una galleria di ritratti di Zerocalcare, Antonio Pronostico, Fumettibrutti, Rita Petruccioli, Zuzu, Sergio Algozzino, LRNZ. E la parola, firmata da Francesca Mannocchi, sembra seguita da un punto esclamativo: Zaki!