Allegri e sorridenti, Berlusconi e Salvini sembrano a un passo da un abbraccio nell'immagine di copertina del nuovo numero dell'Espresso. La foto è di qualche tempo fa, senza mascherine e con Silvio ancora in piena salute. L'abbraccio però si sta concretizzando in questi giorni. Perché dietro al progetto di un partito unico della destra c'è un accordo tra il leader della Lega e la famiglia, che con Berlusconi convalescente vuole ridurre le spese per tenere in vita il partito Mediaset, come spiega Carlo Tecce nella sua inchiesta.
Ma a cambiare la politica italiana non sarà solo “Il contratto” del titolo del numero in edicola. Si prepara un mutamento epocale che, spiega Marco Damilano nel suo editoriale, coinvolge Palazzo Chigi e Quirinale, e richiede dal Pd un netto cambio di passo, forse un nuovo partito. Lo conferma Ignazio Marino intervistato da Susanna Turco: «Questo partito ha perso l’anima», mentre Michele Nicoletti analizza perché in questo momento Draghi è l’uomo giusto per il Quirinale.
Intanto Paolo Biondani scopre nuovi retroscena milanesi sul faccendiere del momento Piero Amara, che Filippo Ceccarelli inserisce in un ritratto collettivo di una figura inventata da Machiavelli e immortalata da Alberto Sordi. E Vittorio Malagutti ricostruisce il triangolo tra l’avvocato, l’Ilva e il consulente di Pricewaterhouse.
Gloria Riva guarda le prospettive dello smart-working che con la fine dell’emergenza dovrà trovare nuovi spazi e nuove regole. Fabiana Martini spiega come i leghisti stanno smontando a Trieste la riforma di Basaglia e Matteo Macor commenta i volti della Genova multietnica del vicolo di Pré.
Dal mondo, Francesca Mannocchi firma un ritratto della Danimarca, che vuole rimandare indietro i siriani perché sostiene che in Siria sia scoppiata la pace; Federica Bianchi denuncia il paradosso della Slovenia, con il premier antieuropeista e antigay che sarà il prossimo presidente di turno della Unione europea. E Mariano Giustino racconta la Istanbul connection di uno youtuber latitante che con i suoi video pieni di accuse tiene il governo turco in scacco.
Altan copre di affettuoso cinismo gli sforzi dei giovani ecologisti, Michele Serra svela la vera arma segreta della Cina contro l’Occidente, Rezza si meraviglia di come nemmeno la pioggia sia uguale per tutti, Michela Murgia spiega perché noi che c’eravamo ci vergogniamo del G8 di Genova. Ed Elvira Seminara invita a meditare sulla parola della settimana: vacanze.
E l’Espresso chiude con una guida di Giuliano Battiston a libri e pensatori che insegnano come rinforzare il valore della cura, riscoperto con la pandemia. Stefano Vastano dialoga con Deborah Feldman, l’autrice di “Unortodox”. Diego De Silva rilegge insieme a Gigi Riva il suo profetico romanzo su un bambino killer di camorra. E Marisa Ranieri Panetta racconta le nuove fortune di Nerone: che conquista Londra mentre a Roma riapre la Domus Aurea, più bella e più grande di prima.