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Attualità
novembre, 2022

La stretta: L’Espresso in edicola e online da domenica 27 novembre

L’inverno in arrivo tra recessione e inflazione. La violenza delle baby gang. E i rischi che corrono gli Usa a causa del conflitto con la giustizia del candidato Donald Trump. Ecco cosa trovate sul numero in arrivo. E gli articoli in anteprima per gli abbonati digitali

Una bandiera bianca rossa e verde e una cintura tirata senza pietà: nell’inverno che arriva dovremo stringere la cinghia, dice il nuovo numero de L’Espresso. “La stretta” è il titolo di copertina: che rimanda a un lungo, articolato servizio su recessione, inflazione e aumento della spesa per l’energia che aspettano un Paese guidato da un governo impotente. 

 

Un’inchiesta di Vittorio Malagutti fa il punto sull’allarme recessione, mentre Gloria Riva si sofferma sull’inadeguatezza dei salari. Eugenio Occorsio critica una manovra che sembra la brutta copia delle misure di Draghi. E mentre Bruno Manfellotto analizza il richiamo di Mattarella a una politica unitaria e Luigi Vicinanza bacchetta una politica che dimentica la lotta alla camorra, Lirio Abbate mette in guardia contro un governo che finisce per peggiorare il divario tra ricchi e poveri. Meloni intanto si affanna a ricucire i rapporti commerciali con la Cina (di Carlo Tecce), ma i giovani cinesi, stretti tra insoddisfazione e disoccupazione, minano alle radici il futuro del regime (di Simone Pieranni).

 

Mentre l’Italia raccoglie i magri frutti della partecipazione alla Cop27 (ne scrive Susanna Turco), la lotta per il clima diventa globale: Jeremy Rifkin spiega perché solo nuove regole potranno salvare il mondo, e Diletta Bellotti calcola i danni provocati dai jet di quei vip che a parole si schierano in difesa dell’ambiente. Massimo Cacciari intanto lancia una sfida: far riconoscere il rispetto dell’ambiente come un diritto universale degli abitanti del pianeta Terra.

 

Si parla della frontiera scottante tra Italia e Francia (di Giulia Marchina), di nuovi accordi tra gli Stati europei (di Matteo Scotto), di come le monarchie del Golfo si rifanno l’immagine grazie ai Mondiali di calcio (Marta Bellingreri). Le strade italiane intanto, racconta Antonio Fraschilla, diventano un fight club ingestibile per colpa di gang di minorenni fuori controllo. E Rosaria Capacchione traccia un ritratto della banda di estremisti di destra arrestati di recente, aspiranti terroristi divisi tra nazismo e credo no vax.

 

Negli Stati Uniti intanto la mina vagante Trump apre nuovi scenari: nessuno mai si era candidato alla Casa Bianca mentre era sottoposto a inchieste come quelle in cui è invischiato l’ex presidente (di Manuela Cavalieri e Donatella Mulvoni). Federica Bianchi firma un ritratto di Elon Musk, che sembra onnipotente negli Usa ma può trovare filo da torcere nella Ue. Emilio Cozzi racconta la missione Artemis che conta di portare gli uomini ad abitare la Luna. E mentre Gigi Riva fa il punto sulle trattative per la pace in Ucraina, Laura Silvia Battaglia incontra la diaspora dei pacifisti russi che si sono rifugiati in Georgia.

 

Sul sito del giornale la sezione Podcast si fa sempre più ricca: dopo le “Inchieste” di Enrico Bellavia, “Bookmarks” di Sabina Minardi sui libri e “Ho visto cose”, la rubrica sulla Tv di Beatrice Dondi, arrivano “I misteri di Tutankhamon” (parte prima) di Angiola Codacci-Pisanelli.

 

E L’Espresso chiude con un dialogo sul dolore tra Michele Bravi e Antonio Bajani (di Simone Alliva) e uno sull’attualità del pensiero classico tra Sergio Givone e Matteo Nucci, nell’isola segreta in cui il pensatore si è stabilito in Grecia. Fabio Ferzetti sceglie due documentari nel programma dei Torino Film Festival, Aisha Cerami segnala un romanzo sul mostro di Firenze, Valeria Verbaro presenta il fotografo Paolo Ventura.

 

Monica Pelliccia e Alice Pistolesi raccontano la faccia buona dei rave, tra battaglie solidali e raccolte per beneficenza. Francesca De Sanctis incontra Isabella Ragonese, Emanuele Coen intervista il maestro della provocazione Manuel Serrano, Valeria Verbaro esplora le nuove frontiere del design di giochi e tv adatte ai disabili. E Christian Greco, direttore del Museo egizio di Torino, spiega ad Angiola Codacci-Pisanelli come generazioni di umili artigiani hanno realizzato il metaverso di affreschi che permetteva ai faraoni la vita eterna.

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