Raid senza precedenti nella notte a Gaza
Si è registrato un numero di raid aerei israeliani sulla Striscia di Gaza nella notte senza precedenti. Secondo l'Agenzia di stampa palestinese "Wafa", il bilancio delle vittime dei palestinesi a seguito dei raid nella Striscia tra ieri e questa mattina è salito a oltre 400. Le incursioni si sono concentrate a Jabalia e Beit Lahia nel nord, nel quartiere di Al-Wusta e Al-Rimal, nel campo di Al-Shati a ovest e a Khan Yunis e Rafah nel sud. Fonti mediche aggiungono che il tasso di mortalità tra bambini, donne e anziani ha raggiunto circa il 70%. Intanto secondo i sanitari palestinesi sarebbe salito a 4.651 il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre scorso. Lo riferisce l'emittente panaraba di proprietà qatariota "Al Jazeera", citando funzionari sanitari palestinesi.
Biden e alleati: “Israele si difenda ma rispetti il diritto”
Il presidente Usa Joe Biden e i leader di Francia, Gran Bretagna, Germania e Italia hanno ribadito «il loro sostegno a Israele e al suo diritto di difendersi dal terrorismo e hanno chiesto il rispetto del diritto internazionale, compresa la protezione dei civili». Lo riferisce la Casa Bianca in una nota sul colloquio tra il presidente americano e Rishi Sunak, Justin Trudeau, Emmanuel Macron, Olaf Scholz e Giorgia Meloni. I leader hanno accolto con favore l'annuncio dei primi convogli umanitari a Gaza e hanno chiesto il rilascio immediato degli ostaggi nelle mani di Hamas.
Argentina: affluenza alle urne più bassa dal 1983
Con oltre il 98% dei seggi scrutinati in Argentina - ma con il tasso di partecipazione elettorale più basso dal ritorno della democrazia nel Paese, nel 1983 - viene confermato il ballottaggio del 19 novembre tra il progressista Sergio Massa e l'ultralibersita Javier Milei nella disputa per la presidenza del Paese sudamericano. Secondo i dati della giustizia elettorale, ha votato il 74% degli aventi diritto (35 milioni in totale). Il candidato peronista di Union por la Patria (JxP) resta in testa con il 36,6% seguito dal candidato di La libertad avanza (Lla) con il 29,9%. La conservatrice Patricia Bullrich, di Juntos por el cambio (Jxc), si è fermata al 23,8% e resta quindi fuori dalla corsa presidenziale. Prima del previsto ballottaggio, Massa e Milei si affronteranno in un nuovo dibattito televisivo l'11 novembre.
Filippine: convocato l’ambasciatore cinese dopo una collisioni tra navi
Le Filippine hanno convocato l'ambasciatore cinese per una protesta formale all'indomani delle due collisioni tra navi di Manila e Pechino nelle acque contese del mar Cinese meridionale intorno alla Seconda secca di Thomas. «Stiamo sfruttando appieno tutti i processi diplomatici a nostra disposizione, inclusa la convocazione dell'ambasciatore cinese, cosa che abbiamo fatto questa mattina», ha detto la portavoce del ministero degli Esteri Teresita Daza. Le parti si sono lanciate accuse incrociate su azioni «provocatorie, irresponsabili, e illegali» che rischiano di consolidare un'impennata delle tensioni.
La rabbia di Giorgia Meloni: “Non guardo in faccia nessuno”
La presidente del consiglio Giorgia Meloni ha festeggiato un anno di governo, ma a tratti il suo discorso è apparso più un j'accuse ai detrattori che una celebrazione del lavoro fatto. Con parole quasi di sfida: «Io non ho paura, il governo è pronto a riformare nel profondo quello che va riformato - ha detto - senza guardare in faccia nessuno e, badate bene, questa è anche la ragione per cui la cattiveria e i metodi che si utilizzano per indebolirci hanno raggiunto vette mai viste prima». Fuori programma il modo con cui la premier ha partecipato alla festa organizzata da Fdi al teatro Brancaccio di Roma: un videomessaggio di 8 minuti registrato il giorno prima al Cairo, dov'era per il summit sul Medioriente. Una scelta meditata e metabolizzata, quindi. L'anniversario non è cascato in un momento facile per Meloni. Lo scenario internazionale con la guerra in Ucraina, l'attacco di Hamas a Israele, la manovra in ristrettezza. E poi l'addio rumoroso, al compagno Andrea Giambruno.
Al Brancaccio Meloni non c'era, ma tutto lo stato maggiore di FdI sì, con i ministri sul palco, i sottosegretari e i parlamentari nelle prime file, la platea stracolma pronta ad applaudirla. «Abbiamo il coraggio e la pazienza per scardinare a una a una le incrostazione di potere che hanno affogato questa nazione» ha attaccato la premier, tornando ai toni battaglieri del suo esordio alla guida del governo. E poi: «Siamo il nemico da abbattere, perché noi siamo uno specchio, uno specchio della loro meschinità», ha aggiunto. Il "loro" è rimasto un generico "loro". Tanto che Riccardo Magi, di Più Europa, ha chiesto sarcastico: «Ma con chi ce l'ha?». Mentre il senatore Pd Antonio Misiani l'ha accusata di aver fatto «un festival del vittimismo e della sindrome da assedio».
Suppletive Senato, seggi riaperti a Monza. Crolla l'affluenza
Seggi riaperti per il secondo giorno a Monza e in Brianza fino alle 15 per l'elezione supplettiva che assegnerà oggi pomeriggio il seggio del Senato vacante dalla morte di Silvio Berlusconi. Ieri, nella prima giornata di votazioni, alle urne si è recato solo il 21,29% degli aventi diritto: un crollo rispetto alle precedenti elezioni, quando si era al 71,90%. Una percentuale così bassa è un dato storico negativo per una elezione che riguarda il Parlamento. Il risultato finale dell'affluenza può incidere nella sfida fra Adriano Galliani per il centrodestra, Marco Cappato per il centrosinistra, l'outsider Cateno de Luca per Sud chiama Nord e altri cinque candidati: Massimiliano Lillo Musso, Giovanna Cappelli, Andrea Brenna, Domenico Di Modugno e Daniele Giovanardi. Lo scrutinio dei voti è previsto senza soluzione di continuità con la chiusura dei seggi fissata alle ore 15. Nel pomeriggio, dunque, il verdetto, che riporterà al completo il plenum dell'aula di palazzo Madama.