Nell'edizione di quest'anno, in 30 esposizioni gratuite organizzate in diversi luoghi della città, sono stati trattati argomenti difficili. Come l'immigrazione dall'Africa verso l'Eldorado europeo rappresentato dalle Canarie o quella dal Sud America verso il sogno statunitense via treni merci in transito in Messico.
Ma è stata raccontata anche la storia di una rivoluzione riuscita, quella del popolo nepalese contro lo Shah che ha dovuto (nell'aprile 2006) rinunciare ad alcune delle sue prerogative e restituire il potere al parlamento. E poi ancora la tragedia del terremoto che in Kashmir ha ucciso 75 mila persone. Al centro del lavoro di molti fotoreporter presenti a Perpignan l'Africa e la sua sofferenza. E il ciclone Katrina, che ha devastato New Orleans nel settembre 2005, è stato oggetto di un'esposizione collettiva.
Delle retrospettive hanno reso omaggio ai nomi più prestigiosi della fotografia, come l'americano Elliott Erwitt della Magnum, Marie-Laure de Decker di Gamma o Henri Huet dell'Associated Press, scomparso in Laos nel 1971.
Soprendente la foto-riflessione di Eric Baudelaire, realizzata appositamente per Visa pour l'image e richiesta dal Ministero della Cultura e della Comunicazione francese, che mette in guardia contro le immagini costruite. E crea il dubbio contro le verità ufficiali. La scena si direbbe inquadrata in Iraq dopo un attentato in un palazzo, giusto nel momento in cui intervengono i caschi blu. In realtà è stata scattata su un set di Hollywood durante una pausa di lavoro di un telefilm. Un modo anche per sottolineare il fatto che quest'anno ci sono pochissime foto recenti d'Iraq, a Perpignan ma anche sui nostri giornali, perché ormai nessun media vuole inviare fotografi in quel paese in cui i rischi di sequestro sono troppo elevati.
Il direttore e fondatore di Visa, Jean-François Leroy, può vantarsi di aver "scoperto" un certo numero di grandi fotoreporter: Stanley Greene presente già nel '94, Laurent Van der Stockt nel '92, Lise Sarfati nel '95, Paolo Pellegrin nel '91 e per questa edizione ha voluto attirare l'attenzione sui giovani fotografi Tomas van Houtryve, 31 anni, presente con un reportage sul Nepal, Diego Levy, 32 anni, e Alvaro Ybarra Zavala, appena ventiduenne, che hanno affrontato il tema "i bambini del dolore".
Il festival ha accolto professionisti da una sessantina di paesi, dal Giappone all'Australia e oltre 170 mila persone.
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Visa pour l'Image