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Cultura
febbraio, 2009

Azzurro Nouvel

Un nuovo Concert Hall a Copenhagen. Dove tutto, dai colori al rivestimento dà sensazione di leggerezza

È rivestito in rete metallica color azzurro il nuovo Concert Hall di Copenhagen, un parallelepipedo di 50 mila metri cubi di vetro, cemento e acciaio e che da poche settimane si staglia nel cielo plumbeo dell'inverno danese.

Le luci dei proiettori sul palazzo progettato dall'architetto francese, premio Prizker 2008, Jean Nouvel, si riflettono nell'acqua della fontana a cascata, a tratti ghiacciata. Più ci si avvicina all'edificio e più l'immagine si fa evanescente, perché la trasparenza del cubo azzurro conferisce leggerezza all'insieme. "Lo schermo azzurro è sempre stato per il cinema il simbolo sia del vuoto che del possibile", spiega a 'L'espresso' Nouvel, "in tv lo si usa come sfondo rimpiazzabile da qualsiasi altra immagine. Io l'ho scelto per dare il vestito al mio palazzo. La notte sarà coperto d'immagini di musicisti: jazz, classici o rock. Immagini che racconteranno quel che succede dentro".

Anche il soffitto della sala d'ingresso è azzurro. Ed è costellato di luci bianche: l'effetto è quello di un cielo stellato. Piccoli tappi in plexiglas riflettono la luce dai buchi del cemento armato delle pareti, mentre un rivestimento di plastica trasparente dà coerenza alle viti della struttura d'acciaio. Gli spot d'illuminazione sono invisibili nell'auditorium, un'arena in cui gli ascoltatori circondano l'orchestra, seduti in 15 'terrazze', mai sovrapposte, e a diverse altezze. La forma dell'auditorium è quella di un uovo deformato ma, fra gli architetti, molti vedono l'ispirazione della pietra su cui è posata la Sirenetta simbolo della capitale danese. Sotto l'auditorium ci sono tre sale in grado di accogliere, rispettivamente: 600, 300 e 100 spettatori. Nelle prime due, destinate al jazz e alla musica da camera, dei pannelli consentono il controllo dell'assorbimento delle onde sonore. La terza , rossa, serve alla registrazione, ed è dotata delle stesse pareti a triplice rifrazione sonora già usate all'Ircam, l'Istituto di ricerca e coordinazione acustica e musicale di Parigi.

I critici parlano della "follia danese di Nouvel": il Concert Hall è sorto in un quartiere difficile, dove è in corso una lottizzazione e dal futuro urbanistico incerto. E poi c'è la questione dei costi. Secondo la stampa locale, per costruirlo sono stati spesi ben 226 milioni di euro. "È un edificio più costoso del Walt Disney Concert Hall di Frank Gehry di Los Angeles", rincara il francese 'Le Monde'. "Colpa degli scivoloni nel cambio della corona danese, dell'aumento del prezzo dell'acciaio, dei programmi complementari, di una cooperazione con un'impresa danese che avremmo dovuto avere e che non c'è mai stata", si giustifica Nouvel, e spiega: "Sette anni fa avevamo un budget di 100 milioni di euro, aumentato poi del 20 per cento da quando sono iniziati i lavori". Poi ammette: "Ci sono palazzi che costruisco e di cui non conosco i costi, non sempre il controllo della spesa è affidato agli architetti".

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