Quattro indescrivibili minuti senza forza di gravità. In silenzio. Cinture di sicurezza slacciate, liberi di fluttuare nella cabina della navicella a 100 chilometri dalla Terra, oltre l'atmosfera. Come astronauti. Visto da quel finestrino, il nostro pianeta è un punto luminoso nell'oscurità. Per alcuni potrebbe essere un incubo alla Stanley Kubrick, altri non vedrebbero l'ora di indossare la tuta sintetica.
Col varo della Spaceship two si è aperta la nuova era del turismo spaziale: VSS Enterprise, l'astronave di Virgin Galactic, società del funambolico tycoon britannico Richard Branson, si avvicina a tappe forzate alla data fatidica: se i lanci di prova andranno bene, dal 2012 comincerà a trasportare sei passeggeri alla volta a 100 chilometri dalla Terra con un volo suborbitale, senza circumnavigare il pianeta. Nel frattempo anche altre società private come Space Adventures e Space X - fondata da Elon Musk, l'inventore del sistema di pagamento via Internet PayPal - fanno a gara per vendere biglietti ai futuri viaggiatori cosmici. In vista dell'obiettivo, Space X ha lanciato in orbita Dragon dalla base spaziale Nasa di Cape Canaveral. Dopo due giri intorno alla Terra, la capsula spaziale (senza passeggeri) montata a bordo del razzo Falcon 9 è ammarata nell'Oceano Pacifico, come previsto. Prima dell'estate verranno effettuati altri due lanci.
Se fino a ieri era un hobby per eccentrici miliardari, presto l'esplorazione spaziale potrebbe diventare uno sfizio per parecchi milionari: nel caso di Virgin Galactic basta versare un acconto e prenotare il biglietto da duecentomila dollari a testa, circa 140 mila euro. Una fortuna per i comuni mortali, ma una bazzecola in confronto agli oltre 20 milioni di dollari spesi nel 2002 dal pioniere delle escursioni galattiche Dennis Tito per salire sulla navicella russa Soyuz e stare sette giorni a bordo della stazione spaziale internazionale, e rispetto ai 35 sborsati due anni fa dal fondatore del Cirque du Soleil, il miliardario canadese Guy Laliberté, che festeggiò in orbita i suoi cinquant'anni.
Per conquistare un posto sulla Spaceship two, invece, oggi l'imprenditore di origine italiana Massimo Esposito ha speso molto meno. "Centomila dollari", spiega il futuro viaggiatore siderale, "20 mila di acconto e 80 per esser sicuro di partire tra i primi". Nell'assortita comitiva dei primi 400 pronti a decollare col biglietto Virgin Galactic in tasca figurano l'astrofisico britannico Stephen Hawking e l'attrice Victoria Principal (l'ex Pamela Barnes di Dallas).
Lungo 18 metri, il velivolo con sei passeggeri e due piloti a bordo raggiungerà in un'ora i 15 chilometri di altezza sul dorso di un aereo più grande e potente, il Whiteknight 2. In questa prima fase gli esploratori - che prima del decollo dovranno partecipare negli Usa al training di tre giorni con visite mediche, esercizi fisici, colloqui, prove tecniche e simulazioni - potranno alzarsi, chiacchierare, scattare foto. Poi la scampagnata galattica si farà seria: i due piloti cominceranno il conto alla rovescia per lo sgancio dalla nave madre. Per una manciata di secondi la navicella andrà in caduta libera, si accenderanno i razzi propulsori e i passeggeri verranno spinti violentemente sul sedile dalla forza di gravità. In dieci secondi l'astronave raggiungerà una velocità pari a tre volte quella del suono e uscirà dall'atmosfera. Dai finestrini gli astronauti vedranno un punto luminoso, immerso nell'oscurità e protetto da una sottile atmosfera: la Terra. Uno spettacolo da togliere il fiato.
Dopo i fatidici quattro minuti a gravità zero si tornerà indietro, fino a toccare terra. Tra andata e ritorno, due ore e mezza di viaggio. "Non vedo l'ora di partire", dice l'imprenditore, "non riesco a immaginare come sarà. Di sicuro qualcosa di unico, incomparabile con altre esperienze, un'incredibile scossa di adrenalina". Per prenotare il volo si è rivolto a Your Private Italy, agenzia specializzata in viaggi extralusso che in Italia ha l'esclusiva per i biglietti Virgin Galactic. Il titolare, Seth Snider, è convinto della svolta: "Si apre la nuova era del turismo spaziale, tra qualche tempo i biglietti saranno accessibili a un numero di persone sempre maggiore. E non solo: l'obiettivo del gruppo è offrire voli commerciali che, ad esempio, colleghino Roma e Sydney in 2 ore e mezza invece delle attuali 24". A smorzare gli entusiasmi pensa invece il giornalista americano Paul Milo, che nel suo "Your flying car awaits" (Harper Collins) passa in rassegna le previsioni sbagliate dell'ultimo secolo, dai maggiordomi robot alle vacanze sulla Luna, dalle città subacquee agli elisir di lunga vita: "È l'inizio di una nuova era ma non di un fenomeno di massa: solo i più ricchi possono pagare il biglietto.
Negli anni Sessanta molti esperti ritenevano che all'inizio del Ventunesimo secolo il turismo spaziale avrebbe coinvolto la classe media: Conrad Hilton voleva costruire un hotel orbitante per soggiorni al costo di una vacanza alle Hawaii, scrittori come Arthur C. Clarke erano sicuri che avremmo avuto aerei in grado di trasportare nel cosmo centinaia di persone alla volta". Ma è la fantascienza, per molti, ad aver ucciso il sogno della conquista galattica. Tommaso Pincio, autore del libro cult "Lo spazio sfinito" (appena ripubblicato da Minimum Fax), mette la lancetta indietro di trent'anni, ai tempi di Alien di Ridley Scott. "Da allora, nel cinema l'esplorazione del cosmo è diventata un luogo del passato: le astronavi sono semibuie, lugubri, gotiche, assomigliano a stive di una nave. Oggi le trame sono dominate dall'idea che il futuro della Terra è già deciso". Questo nella finzione, ma nella realtà? "L'esplorazione 2.0", aggiunge lo scrittore, "è legata all'idea dello spazio come Luna Park. Non inciderà sul nostro modo di vivere finché non si trasformerà in luogo di residenza permanente, ma non avverrà in tempi brevi".
Stavolta però gli operatori del settore sembrano fare sul serio. Gli investimenti privati sono in crescita vertiginosa, nel deserto del Nuovo Messico prende forma Spaceport America, spazioporto dove farà base la flotta di sir Branson, e altri scali sono in realizzazione negli Emirati Arabi Uniti e Singapore. La Commercial Spaceflight Federation, che riunisce gli operatori del settore dei viaggi umani spaziali - come lo spazioporto di Lossiemouth in Scozia e di Kiruna in Svezia - sono al lavoro per creare un quadro comune di regolamenti e standard operativi in vista dei prossimi sviluppi. Quanto agli Stati Uniti, cancellato il costoso programma spaziale Constellation e con lo Space Shuttle a un passo dalla pensione, il presidente Barack Obama apre ai privati e decine di aziende intravedono opportunità di business in sinergia con l'agenzia spaziale governativa.
Per continuare le attività nella Stazione Spaziale Internazionale la Nasa ha avviato il Commercial Orbital Trasportation System, accordo da 3,5 miliardi di dollari con aziende private, Space X di Elon Musk e Orbital Sciences Corp. È solo l'inizio. Oggi Virgin Galactic e altri trasportano nababbi, domani lanceranno in orbita razzi e satelliti o accompagneranno scienziati oltre l'atmosfera per effettuare esperimenti in condizioni di microgravità. "Dal punto di vista della ricerca l'interesse per questi voli è limitato", commenta Enrico Flamini, coordinatore scientifico dell'Asi, l'agenzia spaziale italiana. "Possiamo effettuare gli stessi esperimenti a bordo della Stazione spaziale internazionale per periodi più prolungati. E da anni Esa (l'agenzia spaziale europea) e Nasa effettuano regolarmente voli con aerei normali che per decine di secondi non risentono della forza di gravità. A costi decisamente più contenuti".