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Cultura
dicembre, 2011

A Ginevra è nato il futuro

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La probabile cattura del bosone di Higgs conferma che l'Europa è oggi leader assoluta nella fisica delle particelle, grazie a un laboratorio che più di mezzo secolo fa fu caparbiamente voluto da un italiano

Dopo tanta attesa, dunque, il Cern ha annunciato che potremmo finalmente essere sulle tracce del famigerato bosone di Higgs, il tassello mancante per completare il modello standard, la teoria che descrive il comportamento delle particelle elementari e le forze attraverso le quali interagiscono. Così forse sarà la volta buona per smettere di chiamarlo"la particella di Dio", un nomignolo tanto fortunato quanto infelice.

Era stato il Nobel Leon Lederman, alla fine degli anni Ottanta, ad affibbiare quel nome alla più sfuggente particella. In verità, abusando di un'espressione fin troppo cara ai fisici dai tempi di Albert Einstein, il direttore del Fermilab di Chicago sperava di fare colpo sui deputati del Congresso, che di lì a poco avrebbero dovuto confermare il finanziamento del gigantesco Superconducting Super Collider da costruirsi in Texas. I 12 miliardi di dollari richiesti per il progetto, però, non arrivarono, e Ssc fu cancellato. Ma al bosone di Higgs restò appiccicato l'infausto appellativo.

Perché l'Higgs è un pilastro della fisica contemporanea, un cardine della più accurata descrizione del mondo microscopico di cui disponiamo, non un'entità soprannaturale. Ipotizzato negli anni Sessanta dal fisico scozzese Peter Higgs, nel modello standard ha il ruolo di conferire la massa a tutte le altre particelle, a cominciare dai bosoni W e Z, la cui scoperta valse il Nobel a Carlo Rubbia. E la sua esistenza sarebbe la ciliegina sulla torta di una teoria che descrive con incredibile precisione tre delle quattro forze fondamentali della natura. Le sue capacità predittive si sono dimostrate formidabili: ha previsto l'esistenza delle particelle W e Z, dei gluoni (le particelle che tengono uniti i quark) e dei quark top e charm prima che venissero osservati sperimentalmente. Per questo l'Higgs è importante, perché all'appello manca soltanto lui.

Se davvero l'Higgs esiste, e pesa circa 250 mila volte più di un elettrone, lo sapremo soltanto tra qualche mese, quando il collisore del Cern fornirà nuovi dati. Ma l'annuncio dato da Fabiola Gianotti e Guido Tonelli permette già di trarre qualche conclusione. Le prime sono di ordine "politico".

Dopo l'annuncio della collaborazione Opera sulla velocità superluminale dei neutrini, la probabile cattura del bosone di Higgs conferma che l'Europa è oggi leader assoluta nella fisica delle particelle, grazie a un laboratorio che più di mezzo secolo fa fu caparbiamente voluto da un italiano, Edoardo Amaldi. Le conclusioni di ordine scientifico confermano l'impianto del modello standard, ma ci ricordano anche che per avere una teoria completa delle quattro forze fondamentali manca ancora la gravità. C'è qualcosa, oltre il modello standard, e i fisici lo sanno. Ma per sapere se Lhc scoprirà nuovi fenomeni dovremo aspettare il 2014, quando raggiungerà la sua massima energia. Solo allora potremo dire che a Ginevra è nata la nuova fisica.

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