E’ il più antico servizio 'da tavola' che sia mai stato utilizzato nella storia. La scoperta arriva dai ricercatori del Natural History Museum di Londra, guidati dalla paleontologa Silvia Bello.
Si tratta di una serie di insolite tazze risalenti a 14.700 anni fa rinvenute soprattutto nella Grotta di Gough nel Somerset, una regione dell'Inghilterra occidentale. Particolare da film horror è che le strane tazzine sono in realtà dei crani umani adibiti a contenitori dai locali, dopo che ne avevano raschiato accuratamente il cuoio capelluto togliendo anche gli occhi, il naso e altre parti fastidiose.
«E' il più antico esempio finora documentato di ossa craniche usate come recipienti. Altri casi risalgono a tempi più recenti ma provengono da siti più lontani come le Isole Figi e l'India», spiega Bello.
Anche alcune fonti storiche dimostrerebbero che gli abitanti originali dell'attuale Inghilterra fossero soliti usare i crani durante certi tipi di rituali sacri. Grandi quantità di ossa umane sono state infatti trovate vicino alle coppe del Gough e mostrano segni di carne e rimozione del midollo. «Abbiamo analizzato cinque crani: il primo appartenente ad un bambino di tre anni, gli altri sicuramente di due adolescenti, un adulto e un anziano. Ciascuno dei teschi presentava varie incisioni, segni di tagli e ammaccature che suggerirebbero una precisa attività manuale di pulizia. Prima venivano tolti i capelli e le parti carnose, attraverso l'uso di pietre. Poi i crani erano privati delle ossa facciali, mentre la base veniva meticolosamente scheggiata e lavorata per raddrizzare e smussare i bordi rotti e spigolosi» continua Silvia Bello.
Una pratica simile e storicamente nota proviene dai testi lasciati dal greco Erodoto, che racconta di calici sciti ricavati dai crani risalenti all'8° secolo a.C.
Anche i popoli della Russia meridionale erano soliti bere dai teschi dei loro nemici morti, così come facevano anche le popolazioni del sito agricolo di Herxheim in Germania, nel primo neolitico. Lo scopo era rituale: far bere i vincitori dal teschio dei soldati sconfitti era infatti segno di vittoria.
«Nel caso dei teschi della grotta di Gough è più probabile che la loro realizzazione avesse una funzione più religiosa. Tutte le ossa del volto, compresa la mandibola sono state scavate per ricavarne il midollo, così come il cranio, dal quale si recuperava il cervello, nell'usanza del cannibalismo rituale simbolico».
Anche il noto archeologo Bruno Boulestin, dell'Università di Bordeaux, concorda con la tesi della Bello. «Dato il rischio che il liquido potesse fuoriuscire dalle suture del cranio, è più probabile che questi contenitori siano stati utilizzati come ciotole per servire un piatto di cervelli», dice l'archeologo. Ora, per stomaci forti, un esempio di tazza-cranio è esposto al museo di storia naturale di Londra