Pubblicità
Cultura
giugno, 2012

Pitti, è di moda la provocazione

Dal comizio improvvisato di Grillo, alla comparsata di Sgarbi. L'edizione numero 82 dell'evento fiorentino dedicato alla moda maschile segna la voglia di uscire dalla crisi e guardare al futuro con ottimismo, senza rinunciare a un pizzico di polemica

L'antropologo Marino Niola è rimasto turbato dalla sfilata di Stefano Ricci, andata in scena alla Galleria degli Uffizi, a poche ore dall'apertura del Pitti Uomo. Otto Masai, armati di lance, scortavano i cacciatori bianchi, classici bellimbusti con cappello coloniale e sahariana. Un autogol, forse involontario, dato che Ricci ha finanziato e aiutato i progetti di tutela del Masailand. Spiega il professore: "Il contrasto tra gli indossatori e i guerrieri è un tributo alla natura del selvaggio per sottolineare la nostra superiorità culturale".

Gli elementi disturbatori, in questa 82esima edizione, non sono stati pochi: Beppe Grillo, alla festa di Baracuta, improvvisa un mini-comizio, davanti a un gruppo di invitati, prendendosela come sempre con l'euro, le banche e partiti. Vittorio Sgarbi ha parlato di "marchetta" commentando la sua partecipazione allo stand di Cruciani, salvo poi ringraziare l'imprenditore Luca Caprai che finanzierà la ricostruzione di un monumento nella zona tra Modena e Mantova.

Persino le figure istituzionali creano scompiglio come Michele Tronconi, presidente del Sistema Moda Italia che annuncia la perdita di 66mila posti di lavoro nel tessile - abbigliamento negli ultimi quattro anni. Qualche buona notizia c'è: la Maison Valentino che a Firenze ha presentato la collezione Uomo, annuncia ottimi risultati: nella prima parte del 2012, ha realizzato un + 25% di fatturato. Così, visto il successo, il gruppo Permira che possiede Valentino sta pensando ad un'eventuale vendita, ma per il momento non ci sono trattative in corso.

Il Salone del Pitti Uomo che ci mostra le collezioni della prossima primavera-estate, è un buon un barometro per capire come andrà il mercato, quali forze abbiamo in campo, cosa ci riserverà il futuro. Alla Fortezza da Basso ci sono oltre mille espositori, Gaetano Marzotto, presidente di Pitti Immagine sembra ottimista: "Oggi il cambio euro-dollaro è più favorevole alle esportazioni, il prezzo del petrolio sta scendendo e ci sono un miliardo di nuovi clienti, amanti del Made in Italy, sparsi nel mondo".

Se c'è un terreno sul quale non ci batte nessuno, nel comparto moda, è sicuramente la ricerca. Lo dimostra la tecnologia termo-regolatrice della Geox per scarpe e abbigliamento, la mostra alla stazione Leopolda di Carlo Rivetti per i trent'anni di Stone Island (si può vedere fino al 7 luglio), la capacità creativa di imprenditori come Cesare Paciotti che realizza le scarpe recuperando le vecchie tende militari della seconda guerra mondiale.

Al Pitti, inoltre, si scoprono nuovi designer come Andrea Pompilio, marchigiano, che racconta un uomo grafico, elegante persino con la canottiera da basket. Purtroppo però il sistema-Paese non ci viene mai in aiuto. Il Sindaco di Firenze, Matteo Renzi fa capolinea in fiera e sottolinea:"Se sei uno Steve Jobs italiano e inizi la tua attività in un garage, viene subito una ASL a fartela chiudere, tutto questa deve cambiare". Per scaramanzia passa anche lui allo stand di Cruciani a farsi regalare l'ipermodaiolo braccialetto portafortuna sperando che sia di buon auspicio per le primarie del PD. Divertente infine il colpaccio del marchio torinese Brooksfield che ha vestito la nazionale di calcio spagnola agli Europei di calcio. Segno che il Made in Italy è glamour, malgrado tutto. Verdad?

L'edicola

La pace al ribasso può segnare la fine dell'Europa

Esclusa dai negoziati, per contare deve essere davvero un’Unione di Stati con una sola voce

Pubblicità