E guardalo adesso, il programma della prossima edizione del Salone, firmato da Nicola “Premio Strega” Lagioia con la presidenza di Massimo “Treccani” Bray: una parata di star e di grandi temi, una quantità di nuove sezioni e di idee e un pizzico di “famolo strano”: perfino un sottomarino e una mongolfiera.
Si tratta di attirare a Torino dal 18 al 22 maggio, contro ogni previsione di saturazione del pubblico di bibliofili e lettori forti, ancora più visitatori dell’ultima edizione. Che sono stati 127mila: più del doppio di quelli visti tra il 19 e il 23 aprile nei padiglioni della Fiera di Rho.
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Non è solo questione di numeri, anche se è su quelli che gli organizzatori calcano prima dell’inizio della fiera. A Torino quest’anno sono aumentati gli appuntamenti (1200 contro 720 di Tempo di libri), e persino il numero degli editori (il Salone ne preannuncia in tutto 1060). E se Milano ha ricevuto lodi per lo spazio della sede espositiva, 35mila metri quadri contrapposti al “claustrofobico affollamento” del Lingotto, ecco che
i torinesi aggiungono il dieci per cento (per un totale dichiarato di 45mila mq) e aumentano ancora gli eventi sparsi nella “Festa mobile” in città.
Non è solo questione di nomi, anche se a metterli in fila in ordine alfabetico si fa un’indigestione preventiva: Daniel Pennac e Luis Sepúlveda, Annie Ernaux e Amitav Gosh, Alicia Giménez Bartlett e Jasmina Reza, Hanif Kureishi e Richard Ford. E tra gli italiani Maurizio De Giovanni e Valeria Parrella, Paolo Cognetti e Alessandro Barbero, Serena Vitale e Antonio Moresco. Sarà presente, a modo suo, anche la più famosa scrittrice italiana, grande assente a Tempo di Libri: Elena Ferrante, che con il suo editore e/o ha snobbato la fiera milanese.
A Torino invece lo stand della e/o ci sarà, e la più famosa degli scrittori fantasma sarà omaggiata da due incontri: uno con suoi fan scelti tra critici letterari e scrittori, l’altro con gli editori che pubblicano i suoi romanzi all’estero. Sono settantuno, poi, i festival che hanno accettato l’invito al Superfestival torinese, vetrina su cui si affollerà il meglio delle kermesse culturali: da Pordenonelegge ad A tutto volume di Ragusa, dai veneziani Incroci di civiltà al Women’s Fiction Festival di Matera. Spicca il gemellaggio con la Milanesiana di Elisabetta Sgarbi, la manifestazione culturale più famosa della città rivale.
Ma più che nomi e numeri, dicevamo, a colpire è la quantità di novità. Nel labirinto del programma, diviso in venti sezioni, spiccano quelle dedicate alle forme d’arte che il programma definisce “avversarie” della letteratura. Alle arti figurative sono dedicati una serie di “match” tra protagonisti del disegno e della narrativa: come Tullio Pericoli contro Giuseppe Montesano. La musica conquista sempre più spazio non solo fuori dal Salone
(con concerti, da Roy Paci a Bombino, e spettacoli al Note-Book nello stabilimento Ex Incet), ma anche all’interno, tra gli spazi dedicati alla nuova Fiera Europea della Musica e le presentazioni con musica
e parole nell’auditorium Music’n’Books.
Quanto al cinema, una nuova sezione, “Book to screen”, all’interno dell’Internationa Book Forum, metterà in contatto i produttori (compresi Fox, Netflix e Amazon) con autori ed editori di storie adatte al grande e piccolo schermo o al mercato dei video sul web.
Per finire, uno spazio a sé sarà dedicato al grande alleato della lettura: il silenzio. Quello che i visitatori potranno godere nell’Isola insonorizzata del Padiglione 1. Quello che calerà, finalmente, alla fine del Salone. Ma per poco. «Ci vediamo nella prossima primavera», è stato il saluto finale di Tempo di libri. Una delusione
per chi si augurava un’alleanza che permettesse alle fiere italiane di non farsi concorrenza tra di loro ma di coalizzarsi contro Francoforte, o almeno di arrivare a una tregua, con la scelta di date distanti.
E una certezza: il prossimo programma di Tempo di libri sarà ancora più spettacolare di questo del Salone 2017.