Tra distrazione e menefreghismo. Solo ?il 38 per cento degli intervistati ha consapevolezza dell’attuale pericolosità dei padrini. E per il 91,5 per cento è un problema del Sud. Da queste premesse l’unica cosa che non si deve fare è alzare le braccia. Se non per prendere in mano un telecomando. Perché a volte quella spesso inutile scatola davanti al divano può servire a scuotere il pubblico rammollito per dire non solo che la mafia esiste ma che deve terrorizzare tutti. E a quei poveri sfigatissimi giovani non solo gliela stiamo lasciando in dono ma rischiamo perfino di fargli credere che uccide, ma in fondo neanche tutte le estati.
Così ben vengano due racconti molto diversi ma accomunati da un senso di claustrofobia.
“I Topi” firmati ?da quel geniaccio di Antonio Albanese (appena visto su Rai Tre) ha mostrato ?un latitante in ginocchio. Piccino, povero di spirito e di sale in zucca, Sebastiano trascorre la sua insulsa vita di non redenzione attraversando i cunicoli senza sole. Irresistibile e ironicamente tragico, malsano nel suo far ridere, devastante nella sua ottusa convinzione di essere nel giusto, passa i suoi giorni in un bunker, dove si ostina a ricreare una vita quotidiana che assomigli alla normalità.
Quella stessa terrificante normalità che ?si respira guardando la sontuosa produzione di Rai Storia sul Maxi Processo a Cosa nostra, istruito dal pool di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. In cui si ripercorrono, ora dopo ora per sei lunghe puntate le immagini delle udienze da un altro bunker, quello dall’aula di Palermo. 1.200 ore di materiale inaudito, purtroppo intervallato da una fiction senza un vero perché, col gran circo dei mafiosi dietro le sbarre pronti per una messa in scena bestiale che dovrebbe essere materiale di studio in tutte le scuole del nostro Paese.
Due facce della stessa, orrenda medaglia. Che a volte la televisione prova a mostrare, per non dimenticare che ?il vero problema non è il traffico.
SEMAFORO VERDE
In principio fu Adriana Asti, nella versione di Anton Giulio Majano, poi è arrivata Reese Witherspoon con i suoi riflessi dorati. Adesso è la volta di Olivia Cook, vanesia e deliziosamente sfacciata protagonista della serie “La fiera della vanità” (laF, Sky 135). Perché Becky Sharp dove la metti la metti è per sempre. Come un diamante.
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SEMAFORO ROSSO
Fabio Fazio ha avuto l’ardire ?di ospitare il sindaco di Riace Mimmo Lucano a “Che tempo che fa”. Addirittura su Rai Uno. Addirittura in prima serata. Una mossa autorale che meriterebbe davvero una pubblica indignazione. Per il fatto ?che nessuno abbia sentito l’impulso irrefrenabile di imitarlo, come segno inequivocabile di civiltà.