Michele Serra lo aveva brillantemente catalogato un paio di millenni fa, sotto la voce “Il cretino che saluta”, e non pare trascorso neanche un quarto d’ora. Il tempo, si sa, è gentiluomo solo nei proverbi, solo negli ipse dixit dei tronisti, e l’evoluzione della specie non è sicuramente gentildonna: il cast del “Grande Fratello” ce lo ricorda ogni giorno. E ce lo ricorda ogni giorno, appunto, “Il cretino che saluta”, Iccs, che dopo un paio di millenni è ancora identico a se stesso.
Avete presente? Lui, poche volte lei, viene calamitato dalle telecamere come Pablo Escobar dalla cocaina: si precipita dietro il giornalista che sta parlando, fissa l’obiettivo, muove la manina e “ciao ciao”, missione compiuta. 25 per cento presenzialismo, 25 per cento narcisismo, 50 per cento imbecillità.
Fine della storia? Mica tanto: l’ultima percentuale decolla spesso, perché Iccs muove la manina senza preoccuparsi del contesto. Muove la manina sul luogo di un omicidio, di un attentato, di una catastrofe, muove la manina sempre, “ciao ciao”, missione compiuta.
Alla faccia di Serra o della Sciarelli, che appena ne becca uno lo polverizza in diretta! Iccs non ha paura di niente e figuriamoci Iccs 2.0, collezionista di selfie spensierati (Auschwitz, Avetrana, il relitto della Concordia). No, l’evoluzione della specie non ?è gentildonna. Da Cretinopoli ?è tutto, a voi studio.