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Cultura
ottobre, 2023

Serve una legge per eliminare i divieti contro i cani da assistenza

Oltre ai cani guida che aiutano i non vedenti, esistono altre tipologie di animali di supporto che però non sono riconosciute dalla normativa. E quindi non possono accedere in molti luoghi

Io qui non posso entrare. Un cartello che avvisa noi proprietari di cani, che in quel posto non siamo ben accetti se accompagnati dal nostro quattro zampe. Un rifiuto che mi addolora perché mi sento discriminata e perché ogni volta che devo andare da qualche parte devo per forza informarmi se posso accedere anche con il cane, visto che viaggio quasi sempre in sua compagnia. Purtroppo lo stesso trattamento è riservato anche ai cani da assistenza.

 

In Italia abbiamo riconosciuto solo i cani guida per non vedenti. E mentre il mondo va avanti e oggi ci sono cani addestrati per l’allerta diabete in grado di salvare la vita a chi soffre di questa patologia, il Belpaese ancora non ha accettato le capacità olfattive dei cani. Nonostante l’accordo Stato-Regioni del 25 marzo del 2015 abbia stabilito l’equiparazione dei cani d’assistenza ai cani guida, nulla è cambiato perché una legge non esiste.

 

Il problema si verifica nel momento in cui l’accesso con il cane da assistenza è vietato a scuola, sui mezzi pubblici, negli uffici, nei musei, negli ospedali, nei supermercati. Sono otto anni che il Centro di Referenza Nazionale per gli Interventi Assistiti con gli Animali dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie lavora per creare una filiera sicura e cerca di mettere insieme tutti gli attori per arrivare alla soluzione. L’ultimo incontro, con un confronto europeo sulle diverse normative a riguardo, si è tenuto a Padova il 17 ottobre grazie allo Zooprofilattico. Parola chiave per tutti: sicurezza e benessere per il disabile e per il cane.

 

Politica, professionisti cinofili, consumatori, disabili, istituzioni, hanno lavorato per trovare uno standard comune alla multidisciplinarità necessaria per costruire un cane da assistenza e farlo accettare come sostegno necessario per chi sta male. A quando una normativa certa? Intanto gli amici bestiali ringraziano per l’impegno.

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