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Economia
febbraio, 2025

Più Agi per tutti, è la sfida del futuro

 Sam Altman, ceo di OpenAi
Sam Altman, ceo di OpenAi

L’intelligenza artificiale generale è il prossimo passo dell’evoluzione tecnologica, e potrebbe rivoluzionare i settori produttivi e anche la nostra conoscenza. Ma bisogna fare in modo che possa essere utilizzata da chiunque

Sentite parlare sempre più spesso di Intelligenza Artificiale Generale, o AGI, ma cosa significa davvero? Non è solo un altro termine tecnologico alla moda: parliamo di sistemi capaci di risolvere problemi complessi a livello umano, in qualsiasi campo. Non si tratta delle Ia limitate che conosciamo oggi, ma di qualcosa che potrebbe cambiare radicalmente la nostra vita quotidiana, il lavoro e la società stessa. Dalla scoperta del fuoco all’invenzione del computer, ogni generazione ha lasciato un segno, creando strumenti sempre più sofisticati. L’Agi, in un certo senso, è il prossimo passo in questa evoluzione. Pensate a un mondo in cui possiamo curare definitivamente le malattie, avere più tempo libero e realizzare pienamente il nostro potenziale creativo. Questo potrebbe essere l’Agi. Non parliamo solo di un altro gadget tecnologico, ma di uno strumento che potrebbe rivoluzionare intere industrie e il nostro modo di pensare al lavoro e alla produttività.

 

Sam Altman, Ceo di OpenAi, ha recentemente condiviso tre osservazioni chiave sull’economia dell’Ia che ci aiutano a comprendere l’impatto potenziale dell’Agi. Primo, l’intelligenza di un modello Ia cresce proporzionalmente alle risorse utilizzate per addestrarlo, come potenza di calcolo e dati. Questo significa che investendo di più, otteniamo risultati migliori e prevedibili. Le leggi che regolano questa crescita sono incredibilmente precise e valgono su larga scala. Secondo, il costo per utilizzare un certo livello di Ia diminuisce di circa dieci volte ogni anno. Un esempio concreto? Il costo per token di Gpt-4 all’inizio del 2023 rispetto a Gpt4o a metà del 2024 è diminuito di circa 150 volte. Se pensiamo che la legge di Moore ha cambiato il mondo raddoppiando la potenza ogni 18 mesi, capiamo che qui siamo su un altro livello. Terzo, il valore socioeconomico derivante da un incremento lineare dell’intelligenza è di natura super-esponenziale. Questo spiega perché gli investimenti nell’Ia continuano a salire senza segni di rallentamento. 

 

Stiamo già vedendo i primi agenti Ia entrare nel mondo del lavoro. Immaginate un agente di ingegneria del software capace di svolgere la maggior parte dei compiti che un ingegnere con qualche anno di esperienza in una grande azienda saprebbe fare. Non avrà idee rivoluzionarie e avrà bisogno di una supervisione umana, ma sarà efficiente e preciso in molti compiti. Ora immaginate non uno, ma mille di questi agenti. O addirittura un milione. E non si fermerà al software. Agenti simili potranno operare in qualsiasi campo della conoscenza, dalla medicina alla finanza, dall’architettura al diritto. In pratica, è come avere un esercito di colleghi virtuali sempre pronti a supportarci.

 

Non aspettatevi che il mondo cambi da un giorno all’altro. Le trasformazioni a lungo termine nella società e nell’economia saranno profonde: nuovi lavori emergeranno, mentre altri scompariranno o cambieranno radicalmente. L’autonomia, la capacità di adattamento e la resilienza diventeranno competenze fondamentali. L’Agi non ridurrà l’impatto degli individui, anzi: permetterà a ciascuno di avere un’influenza mai vista prima. Non tutte le industrie saranno colpite allo stesso modo. Alcuni settori cambieranno poco, mentre la scienza potrebbe avanzare a ritmi incredibili. Immaginate cure per malattie oggi incurabili o progressi tecnologici che sembrano fantascienza. Il prezzo di molti beni crollerà, grazie alla riduzione dei costi dell’intelligenza e dell’energia. Tuttavia, beni di lusso e risorse limitate, come la terra, potrebbero diventare ancora più costosi.

 

Dal punto di vista tecnico, il futuro dell’Agi è chiaro. Ma come integrare questa tecnologia nella società è una questione complessa. È fondamentale che i benefici dell’Agi siano distribuiti equamente. La storia ci insegna che il progresso tecnologico migliora la salute, la prosperità economica e altri indicatori, ma non garantisce una maggiore uguaglianza. Potrebbe essere necessario ripensare il rapporto tra capitale e lavoro. Idee innovative, come fornire a tutti un “budget di calcolo” per accedere all’Ia, potrebbero diventare realtà. L’obiettivo è permettere a chiunque di sfruttare il potenziale dell’Agi.

 

Immaginate il 2035: ogni persona avrà accesso a una capacità intellettuale equivalente a quella di tutte le persone oggi messe insieme. Talenti che oggi non riescono a esprimersi per mancanza di risorse potranno finalmente emergere, portando benefici creativi e pratici per tutta l’umanità. L’Agi rappresenta una delle più grandi opportunità della nostra epoca. Il modo in cui sceglieremo di affrontare questa sfida determinerà il futuro della nostra società. La domanda non è se l’Agi cambierà il mondo, ma come lo farà. E se saremo pronti ad accogliere questo cambiamento con responsabilità e visione.

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