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Nonostante l'impegno di Nistri, i cantieri procedono a rilento: solo nove sono stati avviati, mentre il programma di Bruxelles impone che ne vengano aperti altri 35 entro fine anno. Altrimenti l'area archeologica vesuviana perderà i futuri finanziamenti. Mancano solo trecento giorni alla scadenza, eppure i lavori si fermano alle 17 perché non sono previsti straordinari.
La burocrazia sembra resistere ai tentativi di far rinascere Pompei. Neppure la squadra che avrebbe dovuto affiancare il generale nella sua missione è stata completata: a un anno dal suo insediamento, il governo deve ancora nominare dieci tecnici e i cinque esperti chiave per accelerare gli appalti. Che finora sono stati vinti anche da alcune delle aziende coinvolte nello scandalo della amministrazione di Marcello Fiori.
L'inchiesta integrale sull'Espresso in edicola venerdì 6 marzo e da oggi su E+