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3 marzo, 2026Chiude anche l'ambiasciata statunitense in Kuwait. Trump: "Risponderemo". Nella notte pesanti bombardamenti su Teheran e Beirut. Tel Aviv avvia una nuova operazione di terra
L’ambasciata americana in Arabia Saudita nel mirino. Nella notte due droni iraniani hanno colpito l’ufficio diplomatico statunitense a Riad, scatenando un incendio ma senza causare feriti. “L'ambasciata statunitense a Riad è stata attaccata da due droni, causando un incendio limitato e lievi danni materiali all'edificio", ha dichiarato un portavoce del ministero della Difesa saudita. Testimoni hanno riferito all'Afp di aver visto del fumo uscire dall'edificio e l'ambasciata ha esortato i cittadini statunitensi di Riad, Gedda e Dhahran a mettersi al riparo. Una fonte aveva riferito poco prima ad Afp che l'Arabia Saudita aveva intercettato quattro droni che prendevano di mira il quartiere dell'ambasciata a Riyadh.
I pasdaran hanno dichiarato di aver avviato le operazioni per distruggere i “centri politici americani” nella regione. “L'esplosione all’ambasciata di Washington a Riyadh, la capitale dell'Arabia Saudita, è un passo in questa direzione", ha scritto il Corpo delle guardie rivoluzionarie su Telegram. Solo ieri - 2 marzo - è stata colpita l’ambasciata americana in Kuwait, dove sono stati abbattuti - ma dal fuoco amico - anche tre caccia F-15 di Washington.
La reazione di Donald Trump non è tardata ad arrivare: “Presto scoprirete quale sarà la ritorsione”, ha postato Kellie Meyer di NewsNation su X, citando un'intervista con il tycoon. "Mi ha anche detto che non crede che saranno necessari interventi sul campo", ha aggiunto Meye. Quando gli è stato chiesto se abbia paura degli attacchi alle basi Usa, Trump ha risposto: “No, fa parte della guerra. Che piaccia o no, è così che va”.
Nel frattempo, le ambasciate a Riad e in Kuwait sono state temporaneamente chiuse. E sale a sei il bilancio delle vittime americane, come fa sapere il Comando centrale statunitense: Le forze statunitensi - si legge in una nota - hanno recentemente recuperato i resti di due militari precedentemente dispersi da una struttura colpita durante i primi attacchi dell'Iran nella regione. Le principali operazioni di combattimento continuano. L'identità dei caduti verrà tenuta nascosta per 24 ore dopo la notifica ai familiari più prossimi”. Il dipartimento di Stato Usa ha anche ordinato la partenza di tutto il suo personale diplomatico "non urgente" dalle ambasciate in Iraq, Giordania e Bahrein. In un messaggio su X, il dipartimento di Stato ha dichiarato di aver aggiornato i suoi avvisi di viaggio per il Bahrein e la Giordania "per riflettere l'ordine dato al personale non urgente del governo americano e ai membri delle loro famiglie di lasciare questi paesi". In un altro avviso aggiornato per l'Iraq, il ministero afferma di aver "ordinato ieri al personale non urgente del governo americano di lasciare l'Iraq per motivi di sicurezza".
Intanto si alza la tensione anche al fronte Nord di Israele. Dopo i pesanti rai di ieri su Beirut e su altri villaggi, le truppe israeliane sono entrate questa mattina in Libano. Secondo quanto scrive il sito Ynet, forze della 91esima divisione “mantengono il controllo di diverse posizioni nell'area" come "parte" dell'operazione per il "rafforzamento della difesa avanzata". Secondo le Idf, le forze israeliane "lavorano per creare un ulteriore livello di sicurezza aggiuntiva per i residenti del nord" di Israele, "con raid estesi contro infrastrutture" degli Hezbollah libanesi, per "sventare minacce e impedire tentativi di infiltrazione nel territorio israeliano”.
Nella notte Teheran è tornata a essere pesantemente bombardata, con alcuni esplosioni che si sono registrate vicino alla tv di Stato iraniana. "Fumo da due esplosioni intorno alla sede dell'Irib. Nessuna interruzione delle operazioni dell’Irib”, hanno scritto i pasdaran su Telegram. Quella appena iniziata, ha detto il premier Benjamin Netanyahu a Fox News, “non è una guerra senza fine. È anzi qualcosa che inaugurerà un'era di pace che non abbiamo mai nemmeno sognato. "Questa - ha aggiunto - sarà un'azione rapida e decisiva. E creeremo prima le condizioni affinché il popolo iraniano prenda il controllo del proprio destino, per formare un proprio governo democraticamente eletto, che renderà l'Iran completamente diverso”. L’Iran, ha sottolineato ancora Netanyahu, “ha iniziato a costruire nuovi siti, nuovi luoghi, bunker sotterranei, che avrebbero reso immuni i loro programmi di missili balistici e di bombe atomiche nel giro di pochi mesi - ha dichiarato Netanyahu -. Se non si interviene ora, non si potrà intervenire in futuro".
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