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3 marzo, 2026Tajani: "Già in corso gli spostamenti in bus verso gli aeroporti". Ecco le linee guida della Farnesina
Le testimonianze
Chi in video, chi tramite messaggio. Gli italiani bloccati negli Emirati Arabi Uniti, in Qatar e nelle aree limitrofe a causa della guerra scatenata da Stati Uniti e Israele affidano ad appelli social o alla stampa la propria preoccupazione.
Tra le richieste d’aiuto c’è quella di Arcangela Redoglia, cittadina della Valle d’Aosta bloccata ad Abu Dhabi dal 28 febbraio. Come riferisce ad Ansa, si trovava lì solo per uno scalo durante il suo viaggio di ritorno dall’India. "Questa notte ci sono state tre esplosioni. Sono tremati tutti i vetri dell'albergo. Ci hanno fatto scendere nei seminterrati. È stato un momento di terrore, non abbiamo dormito".
La preoccupazione sale e il pensiero corre ai prossimi bombardamenti: "Non so per quanto gli Emirati riusciranno a difendere la loro popolazione e i turisti. Non so più cosa fare, alcune persone stanno partendo ma noi non ancora. La situazione sta diventando insostenibile, anche dal punto di vista emotivo. Vorremmo capire se ci sono altri modi per allontanarsi dalla zona più calda e andare verso l'Oman e poi prendere un charter da lì. Sappiamo che qualcuno per spostarsi ha addirittura preso taxi o Uber, situazioni folli”. L’appello è alle autorità italiane: “Non capisco perché l'ambasciata italiana non ci raduni e ci porti via da qui, un'altra notte così non è pensabile, si rischia che venga bombardato anche l'aeroporto".
Stessa situazione anche a Doha. Anche qui Claudia Gaeta e Lorenzo Santolini, due turisti fiorentini in scalo durante un viaggio di ritorno dall’India sono bloccati tra aeroporto e hotel. La coppia parla di esplosioni fortissime, missili e droni in volo. “Una esplosione ha fatto tremare il vetro della camera dell'albergo dove ci hanno messo - spiegano-. Prima hanno colpito verso le basi qua vicine coi missili, poi sono arrivati i droni. In pratica siamo in una zona di guerra". Bombardamenti a vista d’occhio e una settimana di terrore che non accenna a concludersi. “Stanno bombardando zone limitrofe agli aeroporti e non sappiamo come ripartire, non abbiamo confronti con nessuno, è già una settimana che sta andando avanti questa situazione, aiutateci a tornare a casa" spiegano Claudia e Lorenzo.
Il lavoro del ministero
Il ministro degli Esteri tende la mano: Antonio Tajani annuncia che sono previsti per oggi cinque voli di rientro dall’Oman e da Abu Dhabi. Si tratta di due voli commerciali speciali da Mascate, in Oman, verso Roma Fiumicino, per un totale di circa 300 persone, un volo da Abu Dhabi diretto a Milano con a bordo circa 200 persone, tra cui gli studenti, in larga parte minorenni, della World Students' Connection presenti a Dubai, e ancora due voli Etihad da Abu Dhabi per l'Italia, uno alle 14:20 per Milano e l'altro alle 14:40 per Roma. "Stiamo lavorando senza sosta per assistere i nostri connazionali rimasti bloccati in Medio Oriente. Per rispondere all'emergenza in corso, stiamo facilitando, insieme alle ambasciate italiane nella regione e in collaborazione con le autorità locali, alcuni voli di rientro dei connazionali dalla regione del Medio Oriente": spiega Tajani in una nota della Farnesina.
Le linee guida della Farnesina
Per arrivare ai voli è stato approntato un meccanismo di trasferimento via autobus dagli Emirati Arabi Uniti all'Oman: i primi spostamenti sono già in corso. Le istruzioni per i trasferimenti sono inviati a chi si trova negli Emirati ed è registrato sulla app "Viaggiare Sicuri" o sul sito www.dovesiamonelmondo.it. Stesso sistema in via di predisposizione per gli spostamenti da Kuwait, Bahrein e Qatar verso l'Arabia Saudita. La Farnesina rinnova l'invito a seguire esclusivamente le comunicazioni ufficiali e a registrarsi sull'App Viaggiare Sicuri o sul sito www.dovesiamonelmondo.it. per ogni aggiornamento, che sarà comunicato attraverso questi canali istituzionali
Il ministro Tajani, a margine della conferenza internazionale sull'Artico, organizzata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche con il ministero dell'Università e della Ricerca e con la Farnesina, ha poi lanciato un appello agli italiani che dagli Emirati Arabi Uniti sono pronti allo spostamento in bus verso l’Oman: "Quando si prenotano devono poi andare, perché se ci si prenota e poi non si sale sul bus si lasciano posti vuoti e qualcun altro può non rientrare. Quindi, siccome non tutti si sono presentati, lancio l'appello a non togliere spazio, anche se si cambia idea".
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